Heritage list, l’italia tocca quota 39 siti.

Cultura - Attualità



L’Italia ha raggiunto il podio nella Heritage list del patrimonio dell’Unesco per numero di siti iscritti. La posizione di leadership è stata raggiunta grazie all’iscrizione alla lista della Val d’Orcia e delle necropoli di Cerveteri e Tarquinia. Il paesaggio senese, di valore ambientale, con borghi storici quali Montalcino Pienza, Radicofani e San Quirico e le necropoli etrusche di valore culturale permettono all’Italia di guidare con 39 siti (due in più rispetto alla Spagna) la classifica dei 788 luoghi sparsi nel mondo e riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità.


Le due nuove acquisizioni si aggiungono a luoghi storici come i centri antichi di Roma, Napoli, Venezia e Firenze, i Sassi di Matera, la costiera Amalfitana, la villa del Casale di Piazza Armerina in Sicilia, Urbino, Assisi, Verona, la Val di Noto, il centro storico di Urbino, l’area archeologica di Agrigento, di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, San Gimignano, le Cinque terre.


Quest’anno l’Unesco ha deciso di modificare i criteri di selezione e di alzare da 30 (uno per paese) a 45 il numero totale di iscrizioni consentite: una decisione presa con l’intento di non penalizzare, come ha sottolineato il sottosegretario ai Beni Culturali Nicola Bono, realtà territoriali più ricche di testimonianze della storia umana.


Perchè un sito venga iscritto alla lista, deve candidarsi presentando un articolato dossier, che elenchi le specificità e le caratteristiche del luogo, dato che ogni sito è chiamato a rappresentare la massima espressione a livello mondiale della categoria patrimoniale nella quale è inserito. Nell’analisi di tale documentazione il nostro paese si è molto impeganto, rafforzando il nucleo che si occupa delle candidature ed istituendo un Comitato di gestione dei siti stessi. Non solo: l’Italia da tempo fornisce assistenza tecnica ai paesi meno rappresentati ed è attiva per perfezionare di un “modello di piano gestione” capace di ottimizzare concretamente un riconoscimento che al momento realizza vantaggi solo a livello promozionale.


L’iscrizione all’Heritage list dell’Unesco, infatti, non comporta alcuna agevolazione o finanziamento particolare. Da quest’anno, ha ricordato Nicola Bono, “i riflettori del mondo sono puntati su tre importantissimi siti italiani. Sta ora ai Comuni, alle Province, alle Regioni, con l’ausilio delle soprintendenze e dello stesso Ministero, far sì che questo prestigioso riconoscimento dia quel valore aggiunto, quella grande spinta al turismo e all’economica di questi territori che tutti ci attendiamo”.


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