I consumatori italiani: aspettative ed inquietudini del bel paese rivelate da acnielsen.

Cultura - Attualità



È intitolata Consumer Confidence Survey la ricerca globale condotta in esclusiva per i media da ACNielsen, leader mondiale nelle informazioni di marketing, che ha misurato aspettative, clima di fiducia e inquietudini del consumatore italiano, fornendo un quadro del sentiment generale del nostro Paese rispetto all’economia, la situazione politica e i consumi del resto del mondo.


L’indagine è stata condotta in 28 Paesi in rappresentanza dell’Europa (UK, Francia, Spagna, Italia, Portogallo, Austria, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia), degli Stati Uniti e dell’Asia (Australia, Cina, Hong Kong, India, Indonesia, Giappone, Korea, Malesia, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Taiwan, Tailandia).


Come giudicano gli italiani la condizione economica attuale? Siamo davvero ad un punto di svolta?
Come spendono il proprio denaro? Sono ancora le “formichine” d’Europa?


Secondo quanto emerge dalla survey, in Europa nel complesso aleggia un certo pessimismo tanto per la percezione dell’attuale situazione economica quanto per le previsioni per il prossimo anno e questo dato risulta particolarmente accentuato nei Paesi della vecchia Europa.. In questo contesto l’Italia conferma la tendenza, ormai nota, a vedere più nero di quanto sia la realtà, distinguendosi come il paese europeo in cui il pessimismo è maggiormente accentuato. I consumatori, infatti, sostengono in misura preponderante che l’economia nel corso degli ultimi sei mesi abbia subito un peggioramento e rimane consistente anche la percentuale di coloro che non si attende una ripresa a breve. È da notare, però, che la quota di coloro che indicano un miglioramento aumenta di 11 punti percentuali tra la valutazione del recente passato e la previsione per il prossimo futuro, ad indicare la prossimità di un punto di svolta. Nonostante la dichiarata visione pessimistica dell’andamento economico, la maggioranza della popolazione pare non rinunciare alla spesa per brevi vacanze locali e all’acquisto di prodotti di nuova tecnologia, in particolare telefonia e accessori. Si conferma anche l’impegno di spesa per l’intrattenimento fuori casa. Gli italiani dedicano parte del proprio tempo e delle risorse economiche in surplus a momenti ricreativi e culturali. Un atteggiamento che può sorprendere se paragonato alla tendenza al risparmio che emerge dagli altri numeri della ricerca. Pur non rinunciando ai piccoli e grandi piaceri della vita, gli italiani restano comunque un popolo di “formichine”. Un’altra evidenza della ricerca, che conferma le abitudini italiane, è il modesto ricorso al debito, alle carte di credito, al credito al consumo. È noto, infatti, che la tendenza all’indebitamento, molto elevata in altri Paesi, quali Stati Uniti (dove addirittura il consistente indebitamento delle famiglie è diventato un problema), ma soprattutto nei Paesi asiatici, non è molto radicata in Europa, ad eccezione della Gran Bretagna, dove è molto sentita l’influenza statunitense. Il dato relativo all’Italia risulta 4 punti percentuali inferiore alla media europea.


Rispetto al resto d’Europa, per gli italiani emerge un dato distintivo relativamente ai principali timori: il terrorismo è in assoluto la preoccupazione maggiormente avvertita (dal 22 per cento, +9 per cento verso la media Europea). A questa si aggiunge il timore per la sicurezza del proprio posto di lavoro, che risulta leggermente sopra la media europea (+2 per cento), nonostante il mercato del lavoro italiano sia uno di quelli che meglio ha retto la crisi economica degli ultimi anni, che gli impatti sui posti di lavoro siano stati limitati e che le tutele dei lavoratori italiani siano particolarmente elevate. Infine, la continuità di Governo ha contribuito a non far avvertire la stabilità politica come una preoccupazione di rilievo: l’Italia risulta infatti sotto la media europea (-3%).


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