I lettori forti e i motivi della non lettura in italia.

Cultura - Attualità



Che in Italia si legga poco è ormai risaputo. Ma perché? Ha cercato di rispondere al quesito un’indagine dell’Istat sulla lettura, presentata a Roma nell’ambito Fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi, nell’ambito della tavola rotonda organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) “Far leggere. Piccoli suggerimenti per un grande compito”.


Nel 2000, sono stati circa 32milioni e mezzo gli italiani (pari al 60 per cento della popolazione di 6 anni e più) che hanno letto almeno un libro nei dodici mesi precedenti. E di questi il 42,8 per cento ha dichiarato di avere letto almeno un libro non scolastico. Di questi, i lettori forti hanno un’ età compresa tra i 35 e i 54 anni, vivono nell’Italia del Nord in città di grandi o medie dimensioni, sono dirigenti, imprenditori o liberi professionisti, quadri o impiegati, leggono più di 12 libri l’anno e considerano la lettura un appuntamento quotidiano. Chi ama leggere ha gusti differenti anche sui luoghi dove è solito comprare i libri: preferisce la libreria il lettore maschio, il dirigente, l’imprenditore, il libero professionista, mentre il direttivo e l’impiegato scelgono il centro commerciale. La lettrice, i ragazzi tra i 15 e i 24 anni e coloro che sono in cerca di prima o di nuova occupazione di solito si fanno prestare i libri da parenti ed amici, che li regalano invece volentieri soprattutto ai bambini. I lettori forti, infine, privilegiano le fonti classiche di approvvigionamento: la libreria e la biblioteca.


Sono molti ancora coloro che alla lettura guardano con disinteresse o diffidenza (circa il 40 per cento degli italiani). Dichiara di non aver tempo per leggere più del 47 per cento della popolazione di 6 anni e più che vive in comuni di medie dimensioni: la considerano noiosa soprattutto i ragazzidi 15-17 anni; preferiscono altri svaghi le persone in cerca di prima occupazione, predilige altre fonti di comunicazione chi è in possesso di licenza media inferiore, reputa che sia sufficiente essere informati da giornali, settimanali o riviste il 12,3 per cento di chi non è interessato alla lettura, il 25 per cento (soprattutto laureati) ha la necessità di stimoli più veloci e fortunatamente solo l’1,3 per cento pensa che al giorno d’oggi non serve più leggere.


In generale le biblioteche “casalinghe” risultano poco fornite (quasi il 50 per cento della popolazione possiede solo fino a cinquanta libri), anche se tra i lettori forti la quantità di libri posseduti è più elevata della media (il 22,6 per cento di tale categoria ha una biblioteca ricca con oltre 400 volumi); resta comunque un 10,8 per cento delle famiglie italiane che non possiede neanche un libro.


“Il fenomeno è sicuramente complesso”. Ha chiarito Adolfo Morrone dell’Istat. “ La quota di lettori in Italia è stabile, varia pochissimo di anno in anno. Sembra emergere che, anche volendo approfondire il tema della non lettura, ciò che si evidenzia è la completa estraneità alla lettura. Ciò che manca è una cultura della lettura”.


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