I nuovi bambini: “tecnologici” e vittime del bullismo.

Società - Educazione



Svanisce l’idea romantica dei genitori che raccontano le favole ai figli: secondo il Rapporto annuale Eurispes-Telefono Azzurro su infanzia ed adolescenza, un quarto dei bambini italiani non hanno mai ascoltato favole raccontate da mamma e papà.



Ad accompagnare, invece, la crescita dei bambini, è soprattutto la Tv, seguita da quasi un terzo di loro da una a tre ore al giorno, mentre un preoccupante 8,4 per cento afferma di guardarla addirittura per più di cinque ore. Ma quali sono i programmi preferiti dai più piccoli? Il “bollino rosso” è in genere rispettato, dato che più della metà dei bambini afferma di non guardare mai trasmissioni con il bollino rosso, mentre un 21,6 per cento le segue in compagnia di persone adulte. Sono le bambine quelle più rispettose del bollino rosso, con ben venti punti percentuali che le separano dai coetanei maschi. Tra le immagini che i piccoli ritengono più fastidiose ed inquietanti vi sono quelle di guerra e di morte mostrate dai telegiornali, quelle di sesso e di nudo, la volgarità e le parolacce, le scene di violenza in film o telefilm.



Tra i programmi più apprezzati c´è il wrestling, che è realmente entrato nell’immaginario dei più piccoli, al punto da suscitare comportamenti di emulazione: infatti al 31,6 per cento dei bambini è capitato di lottare contro qualcuno come negli spettacoli di wrestling visti in Tv.



Accompagna le tappe fondamentali dell’infanzia quale compagno fisso anche il computer, che, insieme ad internet, viene utilizzato per divertirsi con i videogiochi, per partecipare a giochi di ruolo, per scaricare musica, film e video. Ma anche per recuperare informazioni di proprio interesse o materiale strumentale alle attività di studio. Una quota significativa, seppur minoritaria, di bambini utilizza Internet anche per sfruttarne le potenzialità relazionali: leggere e scrivere regolarmente su un forum di proprio interesse, comunicare tramite la posta elettronica e/o tramite chat. Meno diffusa, invece, la lettura di blog e, d’altro canto preoccupante il dato relativo alla ricerca di cose proibite sul web, praticata da oltre un bambino su dieci.



Le principali agenzie di socializzazione, per i bambini, sono la famiglia e la scuola, che rappresentano anche i maggiori veicoli di apprendimento.



La scuola, però, accanto alla strada e alla piazza, è anche il luogo dove vengono messi in atto atteggiamenti di prevaricazione e di bullismo, fenomeno, quest’ultimo, sempre più diffuso e frequente. Ben il 78,9 per cento dei bambini dichiara di utilizzare strategie attive contro il bullismo. I minori asseriscono, infatti, di contrapporsi alle prepotenze di un coetaneo su un altro chiedendo aiuto ad un adulto, dicendo al prepotente di smetterla o aiutando la vittima ad uscire dalla situazione in cui si è venuta a trovare. Ma c’è anche chi, purtroppo, ammette di unirsi al bullo dominante facendo a sua volta il prepotente, di trovare divertente ciò che il bullo fa e dice, di guardare e far finta di niente perché non sono fatti propri, di allontanarsi prima che il prepotente prenda di mira anche lui. Sono parecchi i bambini che denunciano di subire prevalentemente brutti scherzi, provocazioni, prese in giro ripetute e offese immotivate, ma anche furti di oggetti e cibo, e addirittura percosse ripetute.




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