I rapporti tra madri e figlie in italia.

Cultura - Attualità



L’80 per cento delle ragazze italiane parla di più con le proprie madri, anche di argomenti intimi. E, in molte aree della penisola, si tratta di una tendenza in crescita, specie nelle giovanissime. Lo conferma una vasta indagine condotta da Astra Ricerche, pubblicata sui siti www.astraricerche.it e su www.gynevra.it.


Quella della comunicazione tra madri e figlie è davvero una fotografia in evoluzione”, sostiene il prof. Enrico Finzi, sociologo, Presidente di Astra Ricerche. “Il rapporto è cambiato negli anni, evolvendo verso una relazione più armonica, basata sul dialogo. In una parola: più felice, pur con significative differenze nelle varie regioni.


L´indagine è stata condotta intervistando un totale di 1.566 donne, campione rappresentativo di più di 25 milioni di mamme e figlie. Nel 54 per cento dei casi, le figlie under 20 parlano di tutto con le mamme. Queste ultime, in genere, sono giovani donne, che non solo accettano, ma piuttosto cercano un rapporto più profondo con le figlie, uno scambio di confidenze e consigli che non hanno invece potuto o voluto avere con le proprie madri. Per esempio, il 79 per cento delle giovanissime (meno che ventenni) si confida con la mamma su amici e amori, mentre tale percentuale si dimezza nelle figlie della generazione del ’68, che in due terzi dei casi ricordano un dialogo pressoché inesistente su tali argomenti.


Ma il dato più rilevante”, aggiunge il prof. Finzi, “è quello sulla sessualità. Che una figlia raccontasse ansie turbamenti alla mamma era impensabile fino a pochi anni or sono. Invece oggi, ben il 38 per cento delle ragazze al di sotto dei 20 anni accetta o addirittura cerca il dialogo sull´argomento. E la contraccezione segue lo stesso andamento: il 40 per cento delle ragazze più giovani parla di questo con la mamma.


Sicuramente”, precisa la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell´ospedale San Raffaele Resnati di Milano, “il dialogo con la famiglia e in particolar modo con la figura materna è una delle strade da percorrere per garantire una corretta educazione sessuale.


E, a proposito di contraccezione, il 26 per cento delle donne sceglie metodi ormonali, quali la pillola o il cerotto. Quest´ultimo ha una diffusione maggiore nel Nord-Ovest della penisola, tra le diplomate, imprenditrici, dirigenti o professioniste. Le donne che conoscono il cerotto contraccettivo ne danno una valutazione sicuramente positiva e l’87 per cento lo definisce comodo. Un altro vantaggio, conosciuto e apprezzato dal 31-36 per cento delle donne italiane è che il cerotto si può applicare in varie parti del corpo. Inoltre le donne sanno che, in caso di dimenticanza, il cerotto protegge più a lungo delle pillole e cioè sino a 48 ore.


E, infatti, il cerotto ha una buona tollerabilità”, conferma la prof.ssa Alessandra Graziottin, “causa minori disturbi a livello gastro-intestinale ed epatico rispetto alla pillola e non influenza il peso. Per le donne di tutte le età, tutto ciò si traduce in un plus per la salute. E non dimentichiamo che, per le molte donne che hanno problemi di intolleranza al lattosio, contenuto normalmente nelle pillole, la via transdermica rappresenta il metodo da preferire.


Il cerotto comporta altri vantaggi importanti. Per esempio”, spiega la prof.ssa Graziottin, “a differenza della pillola, la via transdermica riduce il rischio di ovulazioni da assunzione non regolare (come può avvenire con le pillole a basso dosaggio), perchè permette di mantenere livelli di ormoni nel sangue costanti per tutto il periodo di applicazione del cerotto stesso. Nella contraccezione, dunque, quella della sicurezza è due volte la parola chiave. Il cerotto si è dimostrato un valido metodo contraccettivo perché facilita l’adesione alla terapia”. È anche per questo che “un´ampia percentuale di donne italiane che hanno provato il cerotto dopo altri contraccettivi dichiara senza esitazioni di preferirlo .


La via transdermica soddisfa, dunque, i bisogni della donna di oggi: efficacia contraccettiva, praticità, semplicità d´uso, buona tollerabilità. Tutti elementi, tra l´altro, che favoriscono la continuità d´uso. In definitiva, oggi si può affermare che, come il rapporto mamma - figlia, anche il rapporto donna - contraccezione è un rapporto più felice.


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