Il calo del desiderio femminile: disfunzione o problema psicologico?

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Il settimanale scientifico British Medical Journalha puntato il dito contro le multinazionali farmaceutiche, accusandole di avere trasfomato le difficoltà femminili nel rapporto sessuale in una vera e propria malattia, per spianare la strada alla prossima commercializzazione del “viagra rosa”. Effettivamente, le principali ricerche sull’argomento sono state commissionate dalle aziende direttamento coinvolte nello sviluppo di nuovi farmaci, in grado di accrescere il desiderio sessuale delle donne. Alla pillola miracolosa stanno lavorando Eli Lilly-Icos, Bayer-GlaxoSmithKline e naturalmente la Pfizer, che la sta testando sulle donne, per capire se potrà essere efficace anche per loro.




Secondo il colosso farmaceutico gli uomini affetti da disfunzione sessuale raggiungono il 31 per cento; le donne, invece, sono ancora più numerose (circa il 43 per cento), soprattutto dopo i quarant’anni. Chi ha problemi sessuali, poi, solitamente non li porta all’attenzione del medico e preferisce parlarne con il partner o con gli amici, cercando possibili soluzioni si libri o riviste.



Secondo Ray Moynhihan, autore dell’articolo uscito sul settimanale britannico, il termine “disfunzione sessuale femminile” fu coniato durante un convegno organizzato da alcune multinazionali farmaceutiche nel 1997 a Cape Cod, negli Usa. Mentre l’allarmante percentuale di donne con disfunzioni sessuali fu decisa da un unico sondaggio del 1992 che interpellò solo 1500 persone.




E mentre la Pfizer nega di aver inventato una malattia a scopo di lucro, ricordando come venticinque anni fa si pensava che anche la disfunzione sessuale maschile fosse unicamente un problema di natura psicologica, anche Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano e presidente della International Society for the Study of Women’s Sexual Health, sostiene che il viagra rosa potrebbe funzionare. Il farmaco, secondo l’esperta, non sanerebbe il calo del desiderio causato da una crisi della relazione, ma contrasterebbe le sindromi da carenza di estrogeni. Se nella donna l’aspetto relazionale conta più di quello biologico, è anche vero che l’eccitazione attiva meccanismi fisici, liberando ossido nitrico, un vasodilatatore che provoca maggior afflusso di sangue al clitoride, ed estrogeni, che facilitano il rapporto sessuale.




Intanto è previsto proprio per il giorno di San Valentino, il lancio in Italia di una nuova pillola al maschile, che affiancherà il Viagra come possibile soluzione per chi soffre di impotenza. Si tratta del Cialis, già soprannominato “la pillola del weekend”, presentato a Londra dalla Eli-Lilly. A differenza della pillola blu, che dura un’ora, il Cialis ha un’efficacia confermata di almeno 24 ore, che in alcuni casi può prolungarsi anche a 36. Anche se, raccomandano gli esperti, non va utilizzato come compressa per super-prestazioni. È un medicinale e, come tale, va prescitto dal medico solo in presenza di reali disturbi. Come il Viagra è sconsigliato a pazienti che già si curano con nitroderivati o a soggetti cardiopatici. Tra i possibili effetti collaterali, mal di testa, problemi intestinali, rossore in viso e disturbi alla vista.



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