Il lifting è soft per tutto il viso.

Bellezza - Chirurgia



Il lifting mini-invasivo completo è oggi possibile. A Roma è appena stato presentato il “tassello mancante” per ringiovanire la pelle senza cicatrici. Si tratta di un rivoluzionario sistema per il ringiovanimento del collo con tecnica mini-invasiva, a metà strada tra la chirurgia vera e propria e la medicina estetica.


La nuova metodica è stata presentata dal dottor Alessandro Gennai di Bologna e dal dottor Miles Graivier di Atlanta (Usa), che hanno illustrato il funzionamento del rivoluzionario device “ribbon” prodotto dalla ditta americana Coapt in anteprima europea, eseguendo per la prima volta in Europa l’intervento mini-invasivo di lifting del collo.


“Endotine Ribbon è un prodotto già utilizzato da tempo in America con ottimi risultati”, assicura Alessandro Gennai, uno tra i pochi chirurghi italiani a praticare il lifting endoscopico, tecnica che ha appreso proprio negli States da uno dei suoi padri fondatori, Nicanor Isse. “Finalmente ha ottenuto il marchio CE, che ne autorizza l’impiego anche in Europa”.


“Il nuovo sistema”, spiega il chirurgo bolognese Gennai, “permette di ringiovanire la regione del collo andando ad agire proprio sul muscolo e non affidandosi alla sola trazione cutanea attraverso una piccola incisione intorno al lobo auricolare. Grazie alle più avanzate tecniche endoscopiche era già possibile ringiovanire il volto solo con piccole incisioni nascoste tra i capelli senza eliminare pelle, ma oggi grazie al ribbon anche il collo può essere ringiovanito senza lasciare lunghe cicatrici alla paziente”. Dimostrare 10 anni in meno con cicatrici quasi invisibili è insomma possibile.


L’endotine è considerato un lifting soft, in quanto avviene con piccole incisioni chirurgiche che non lasciano cicatrici. Inoltre il decorso post-operatorio è breve e l’effetto ottenuto è più naturale: non ci si limita a tirare la pelle, ma si restituisce volume al viso. Finora utilizzato per il lifting endoscopico al viso, adesso è utilizzato anche per ancorare i tessuti del collo, in modo da evitare l’antiestetico contrasto tra un viso giovane e un collo raggrinzito. Questo sistema consente di “agganciare” la pelle ed i muscoli cascanti, mentre grazie al lipofilling si restituiscono volumi, inserendo nelle zone vuote del grasso prelevato da altre parti del corpo: in questo modo il muscolo si ridistribuisce e i ganci vengono assorbiti dal corpo in cinque mesi.


I vantaggi dell’intervento endoscopico, che rispetto al lifting tradizionale garantisce risultati decisamente più “naturali”, sono numerosi, anche se in Italia i chirurghi in grado di praticarlo si contano sulle dita di una mano. È infatti richiesto un altissimo livello di tecnica: basti pensare che per operare non si guarda direttamente il paziente, ma il monitor. Questa tecnica permette di ottenere ottimi risultati con la minima invasività, ricavandone un vantaggio che non è solo psicologico, ma anche fisico. Si evitano, infatti, alcuni fenomeni che possono verificarsi con i lifting tradizionali: l’aspetto tirato per eccessiva trazione cutanea, cicatrici visibili e visi vuoti, senza volumi. Operativamente, senza che sia necessario tagliare i capelli, vengono eseguite sulla sommità della fronte 4 o 5 incisioni di un centimetro e mezzo, che non lasciano cicatrici. Da qui, viene introdotta una piccola telecamera di 4 millimetri di diametro, che riproduce su un monitor la visione di quanto accade sotto la pelle, consentendo così di riposizionare, con l’ausilio di microstrumenti, la struttura anatomica dei tessuti con maggiore precisione. I tessuti vengono riposizionati lasciando inalterate le caratteristiche del viso, grazie all’innesto di tessuto adiposo precedentemente prelevato da altre parti del corpo. Con questa tecnica si riempiono i tessuti, senza tirare la pelle. Il prezzo di questo intervento è simile a quello tradizionale; viene eseguito preferibilmente in anestesia generale ed è seguito da 24 ore di ricovero e una quindicina di giorni di recupero post-operatorio. Tempi decisamente ridotti rispetto al lifting tradizionale, che richiede una settimana di ricovero e un paio di mesi di recupero.


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