Il mal di testa: una prerogativa delle donne che lavorano

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Trecento milioni di persone, in Europa, soffrono di cefalea, il più diffuso dei malesseri nel vecchio continente. Uno studio condotto dalla Research International per conto della Bayer e presentato a Madrid durante l’International Aspirin Awards Meeting, dimostra che il mal di testa colpisce il 75 per cento degli italiani, l’87 per cento dei tedeschi e il 75 per cento degli spagnoli.
Cause, sintomi e cure sono differenti a seconda dei Paesi: in Germania a scatenare la cefalea nelle donne sono soprattutto l’influenza, i raffreddori e i cambi di stagione, mentre negli uomini interviene anche lo stress da lavoro.


Nel nostro Paese la fascia di età più a rischio è quella tra i 24 e i 34 anni e, a lamentarne i sintomi sono soprattutto le donne con un buon livello di istruzione, impegnate in una professione medio alta, residenti in grandi centri. Tra le cause del malessere intervengono l’insonnia, l’influenza, lo stress da vita privata e la tensione accumulata sul luogo di lavoro (per l’illuminazione, la posizione della scrivania, la temperatura scorretta, le troppe ore trascorse davanti allo schermo del computer). A peggiorare la situazione si aggiungono anche il peso delle troppe responsabilità e la cura della casa e dei figli, compito che continua ad essere prevalentemente femminile.


All’Università La Sapienza di Roma hanno addirittura individuato cinque tipi differenti di cefalea da stress: quella da sovrappopolazione, da incompatibilità di coppia, da vecchiaia e demotivazione, da incompatibilità professionale, da protagonismo e narcisismo.
Molteplici quindi sono i fattori che scatenano il mal di testa e, accanto a quelli indicati dalla ricerca clinica, un curioso sondaggio online dal titolo “Il tempo del mal di testa”, lanciato sul sito www.aspirinitalia.it, ne ha individuati altri, alcuni dei quali decisamente curiosi. Per emicrania e cefalea, innanzitutto, il primo giorno della settimana è il peggiore: il lunedì si profilano gli impegni che ci attendono, si rivedono i volti dei professori o del capo in ufficio; pessime giornate per molti anche il venerdì, quando pesano i postumi delle ore piccole raggiunte durante le uscite infrasettimanali e le scadenze lavorative da rispettare, e le domeniche trascorse oziando ed annoiandosi in casa. Tra i motivi scatenanti un attacco di emicrania, i dati raccolti da sondaggio collocano al primo posto i momenti precedenti un esame o una prova importante, il pre-serata con i suoceri, l’ansia di una partenza o di un viaggio in aereo, la tensione che precede un appuntamento col partner. Ma il mal di testa è anche uno dei postumi più lamentati dopo una bevuta tra amici, un’occhiata all’estratto conto, una sconfitta della squadra del cuore.


A tali fattori, prevalentemente psicologici, se ne aggiungono poi altri, di natura ambientale (fattori climatici, altitudine, esposizione al sole, odori forti, fumo), alimentare (alcool, cibi e bevande contenenti nitrati, insaccati, peperoni, formaggi stagionati, ecc.), ormonale (mestruazioni, ovulazione, contraccettivi orali), farmacologica (nitroglicerina, reserpina, fenfluramina, estrogeni).


È bene conoscere in maniera approfondita l’origine del disturbo, per poterlo curare nella maniera corretta. Nonostante ciò, l’errore più diffuso tra chi soffre di mal di testa resta l’automedicazione sbagliata. Gli italiani, quando sopraggiunge un forte mal di testa, di solito assumono farmaci (l’89 per cento almeno tre volte su cinque), ma per lo più su consiglio di amici o parenti, pensando che l’origine delle cefalee sia comune. Solo il 27 per cento dei nostri connazionali consulta il medico e il 19 per cento invece il farmacista di fiducia. Gli esperti, però, consigliano di rivolgersi ad uno specialista quando un forte mal di testa sopraggiunge per la prima volta inaspettato o quando ci si accorga che la cefalea consueta si manifesta con caratteristiche differenti. Se invece si hanno più di tre giorni in un mese di cefalea, è consigliabile ricorrere al più vicino centro accreditato dalla Società italiana per lo studio delle cefalee.



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