Il mondo di stepping, dalla strada al palcoscenico.

Cinema - Film



Quando DJ (Columbus Short), un ragazzo inquieto di Los Angeles, si trasferisce ad Atlanta per frequentare la Truth University scopre lo stepping, una tradizione afroamericana, derivata dall’antica African Boot Dance. Questo ballo per tradizione viene eseguito nei circoli studenteschi afroamericani e vede le diverse squadre impegnarsi in complesse coreografie accompagnate da suoni ritmati eseguiti soltanto con i movimenti dei piedi e delle mani. Grazie al suo indubbio talento e ai passi originali ispirati dall’hip-hop DJ si ritrova presto coinvolto nella fiera rivalità che oppone due confraternite che si sfideranno nel corso dell’annuale campionato di stepping davanti alla folla attenta e partecipe. Per poter dare un contributo importante alla propria squadra, però, DJ dovrà prima affrontare i propri demoni e scoprire il verso significato della fratellanza. Nel corso dell’avvincente finale le due squadre danno vita a una gara entusiasmante all’insegna del freestyle.


Storia avvincente sull’affermazione della personalità e sulla forza delle confraternite, Stepping: dalla strada al palcoscenico, in uscita nei cinema il 6 luglio, conquisterà il pubblico con alcune tra le più originali ed emozionanti sequenze di danza mai viste al cinema. Interpretato da Columbus Short (Save the Last Dance 2, Accepted) e Meagan Good (Waist Deep, Roll Bounce), il film è diretto da Sylvain White (I’ll Always Know What You Did Last Summer), regista di video musicali e spot pubblicitari di successo, che ha trasferito sul grande schermo il suo stile innovativo e la sua esplosiva energia.


Le strabilianti sequenze di danza sono ovviamente al centro dell’azione di Stepping, ma il film non è soltanto questo. Il produttore Will Packer e il produttore esecutivo Rob Hardy sottolineano con orgoglio i diversi temi che compongono la storia, un avvincente intreccio di sentimenti e conflitti di classe calato nell’affascinante realtà delle confraternite afroamericane. “Il film si sviluppa su più livelli contemporaneamente” spiega Packer. “C’è la storia d’amore fra DJ e April, poi la rivalità tra confraternite, che si traduce in indimenticabili scene di stepping, e infine il legame coi fratelli della Theta Nu Theta. In un primo tempo, il ragazzo crede che i rapporti all’interno della confraternita siano determinati soltanto dallo stepping, ma ben presto si renderà conto che i sentimenti in gioco sono molto più profondi”.


White, che per il grande schermo ha diretto Leggenda mortale e The Trunk, di prossima uscita nelle sale, è rimasto colpito anche dal messaggio positivo e ottimista della storia. “Il film è ambientato in un college universitario frequentato da ragazzi molto brillanti. Alla base della vicenda c’è una storia d’amore semplice e pulita, ma le implicazioni sono tante. I due protagonisti vengono da ambienti del tutto diversi e il loro incontro rappresenta di per sé un evento ricco di conseguenze” aggiunge il regista.


I realizzatori del film conoscono bene lo stepping e la tradizione delle confraternite universitarie, per cui si sono imposti la massima autenticità possibile nel loro lavoro. “Non tutti gli americani conoscono bene lo stepping” afferma Packer. “Il film ci ha dato la possibilità di presentare un mondo così affascinante a un pubblico molto vasto. Nello stesso tempo, volevamo soddisfare anche gli aficionados con una descrizione credibile della realtà”.


“L’ultimo film che tentava di descrivere in maniera realistica la vita nei college afroamericani è stato Aule turbolente di Spike Lee del 1988” prosegue il produttore. “Noi abbiamo voluto presentare in maniera fedele non solo la spettacolarità dello stepping ma anche lo spirito di solidarietà e l’altruismo che animano le confraternite”.


Hardy spiega che una delle scene più significative del film è quella in cui DJ osserva con attenzione la galleria di foto della Heritage Hall. “La scena in cui DJ entra nella sala e vede le immagini dei membri più importanti delle confraternite, da Martin Luther King a Rosa Parks, da Betty Shabazz a Michael Jordan è una sorta di metafora: in quel momento è come se si stabilisse una sorta di collegamento ideale tra i grandi leader del passato e gli astronauti, uomini d’affari, artisti e politici di oggi. E proprio come i componenti di una squadra di stepping, tutti noi dobbiamo unire le nostre forze per conquistare sempre nuovi traguardi. Spero che il film riesca a trasmettere questa idea”.


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