Il parco che non ti aspetti

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Bomarzo, in provincia di Viterbo, ospita quello che si potrebbe ben definire un antenato dei nostri moderni parchi di divertimento zeppi di scenografie e strutture spettacolari. Il Sacrobosco (questo il nome del parco) è un giardino situato alle pendici di un anfiteatro naturale e fatto edificare tra il 1552 e il 1580 da Vicino Orsini, uomo d´armi e letterato che ebbe una vita alquanto turbolenta (si dice che il fantasma della moglie Isabella, da lui uccisa, aleggi ancora nella loro Villa di Cerreto Guidi). La singolare caratteristica del luogo è l´insieme di sculture in pietra di grandi dimensioni che raffigurano esseri mitici, oggetti emblematici e architetture simboliche come il gigante che rovescia la donna, il drago e le fiere, l´orco con le fauci abitabili, le sensuali sirene, varie divinità fluviali e marine, suggestive geometrie, una casa con le mura inclinate e molto altro. Nel giardino sono inseriti elementi di varie tradizioni, dalla pagana all´esoterica e alchemica, fino all´orientaleggiante e esotica (da notare un richiamo agli Aztechi, un popolo allora scoperto da meno di un secolo). All´ingresso il visitatore è accolto da un´iscrizione dello stesso Vicino Orsini (Tu ch´entri qua con mente parte a parte/sai dirmi poi se tante meraviglie/sien fatte per inganno o pur per arte?) solo il primo dei tanti messaggi criptici disposti lungo il percorso, che ne fanno nelle intenzioni un cammino iniziatico simboleggiante la vita umana. L´edificio più famoso del Sacrobosco è la Grotta dell´Orco, la cui entrata è rappresentata da un´ enorme bocca, sulla quale si può ancora leggere l´iscrizione ogni pensiero vo interpretata come parte della frase ogni pensiero vola o forse di lasciate ogni pensiero voi ch´entrate. Un altro orco simile a quello di Bomarzo si trova nella Villa Aldobrandini di Frascati (Roma), e un intero percorso paragonabile a quello del Sacro Bosco si può visitare nel parco dell´ottocentesca Villa Valmarana a Saonara (Padova). Da notare che giardino di Bomarzo fu riscoperto in stato di abbandono da Salvador Dali´, certamente colpito dal surrealismo della scenografia, e che ora è aperto al pubblico (a pagamento) tutti i giorni dall´alba al tramonto (Tel. 0761924029). E voi che ne pensate? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.


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