Il parto più naturale

Medicina - Sessualità



Secondo le stime degli specialisti, un numero sempre maggiore di donne manifesta il desiderio di partorire tra le mura domestiche, preferendo all’ospedale un ambiente più familiare. Tanto che in Parlamento è arrivata una proposta di legge per regolare il parto in casa, mentre alcune regioni italiane, come il Piemontre e l’Emilia Romagna, si sono già attrezzate per assistere le partorienti a domicilio.



Il parto in casa è molto meno traumatico, dal punto di vista psicologico, rispetto a quello in ospedale, ma richiede una sicura assistenza medica e la formazione psicologica della gestante. Tra le pareti domestiche la donna ha più libertà: può ascoltare la musica preferita o trascorrere qualche ora nella vasca da bagno. I familiari più stretti possono inoltre condividere fino in fondo questa esperienza, senza che la comunicazione tra i vari componenti della famiglia sia interrotta. Mettere al mondo il neonato nell’ambiente in cui trascorrerà buona parte della sua vita consente che si instauri da subito il cosiddetto bounding, la prima comunicazione tra madre e figlio.



Non sempre però è possibile partorire in casa: esistono alcuni accorgimenti fondamentali da rispettare per preservare la salute della mamma e del bambino. È innanzitutto indispensabile contattare un gruppo di ostetriche specializzate, in modo da ricevere assistenza da una professionista (meglio se dall’inizio della gravidanza). La prima cosa da fare è rivolgersi alla Asl, per informarsi se è prevista l’assistenza del servizio sanitario. Se così non fosse, si può ricorrere ad un’associazione specializzata. Come quella fondata da un gruppo di genitori che sono stati assistiti dalle ostetriche del Servizio di Parto a Domicilio dell’Azienda Ospedaliera O.I.R.M. S. Anna di Torino. Ritenendo la gravidanza ed il parto momenti naturali e fisiologici della vita della donna, l’associazione si prefigge di sostenere senza fini di lucro le coppie di futuri genitori, al fine di permettere loro di seguire un percorso nascita personalizzato, assistito, ed accessibile a tutti (per luogo, tempi, costi) che in assenza di patologie, li porti a poter vivere il momento del parto in ambiente extra ospedaliero quale la propria abitazione o eventuali case di maternità. Con sedi ad Ancona, Gallarate, Roma, Verona, Vicenza e Treviso, anche l’associazione Il Melograno, con un’esperienza ventennale alle spalle, fornisce nominativi e numeri di telefono delle ostretiche specializzate in assistenza a domicilio. Ancopad è invece l’ente che si occupa dell’istruzione delle ostetriche; la sede nazionale può essere contattata al numero 0657300707.



Il parto in casa è sconsigliato quando sia previsto un travaglio difficile o nel caso la madre soffra di diabete ed ipertensione o abbia problemi di coagulazione del sangue, disturbi questi che possono creare complicazioni. La placenta, inoltre, non deve essere previa e il bambino non deve presentarsi podalico dopo la trentaseiesima settimana. È preferibile optare per l’ospedale anche quando la donna aspetta dei gemelli o quando ha già subito un cesareo.




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