Il wwf lancia un concorso rivolto alle famiglie italiane.

Cultura - Attualità



Parte oggi il Concorso lanciato dal WWF per scegliere la famiglia italiana che rappresenterà il nostro Paese nel test europeo per scoprire i livelli di sostanze chimiche inquinanti presenti nel sangue, nel quadro della campagna Detox-Svelenati del WWF.


Visitando il sito del WWF tutte le famiglie italiane, composte da membri di almeno tre generazioni diverse, possono concorrere ad una selezione per sottoporsi ad un test del sangue, realizzato con l’aiuto di personale specializzato Fidas, per scoprire sostanze chimiche, accumulate nel corpo umano, che si trasferiscono dalle madri ai neonati attraverso la placenta e il latte materno.


La selezione verrà fatta sulla base di un questionario che compare fin da oggi sul sito del WWF: le
risposte dovranno esser inviate entro e non oltre il 1 giugno. La famiglia sarà contattata nella prima settimana di giugno per essere invitata a sottoporsi al test, cosa che permetterà ad uno dei componenti della famiglia di volare insieme al WWF a Bruxelles il prossimo ottobre.


In quell’occasione i vincitori, testimoni di un pericolo che mina la salute di uomini e animali in ogni angolo del mondo, incontreranno, insieme alle famiglie di tutti i paesi europei selezionate dal WWF con concorsi simili, i membri del Parlamento europeo impegnati in questi giorni nel voto della nuova normativa Reach (Registrazione, Valutazione, e Autorizzazione delle sostanze chimiche).


Il Concorso segue un primo biomonitoraggio realizzato dal WWF lo scorso novembre su politici e testimonial dello spettacolo e si inserisce in una campagna di informazione europea, sostenuta in Italia dall’azienda Aboca, per promuovere l’approvazione di una normativa europea per regolamentare la produzione e l’uso delle sostanze chimiche (Reach) capace di portare all’eliminazione di quelle tossiche dannose per l’ambiente e per la salute degli individui.


Con il lancio del Concorso il WWF ha anche diffuso una review dei più recenti studi scientifici che evidenziano la pericolosità di alcune sostanze chimiche pericolose presenti nell’ambiente per l’apparato riproduttivo maschile, realizzato dal dottor Valerio Tesone, con la
supervisione della professoressa Irene Figa-Talamanca (Ordinario di medicina del lavoro presso l’Università La Sapienza). Dal Rapporto risulta che negli ultimi settant’anni si è registrato nel mondo occidentale un incremento dell’incidenza di tumori testicolari, ovvero la più comune patologia tumorale tra i giovani di età compresa tra 25 e 34 anni, cosi come alcuni difetti congeniti.
Il 95 per cento di tali tumori sono di origine embrionale e nella maggior parte dei casi sono maligni;
l’esposizione della futura madre a sostanze chimiche comunemente in uso, compresi alcuni farmaci e composti vegetali naturali, alterano e interferiscono con il sistema endocrino del feto. Gli interferenti endocrini che contaminano l’ambiente di vita attraverso l’acqua e gli alimenti sono
diversi: i pesticidi (erbicidi, fungicidi, insetticidi, nematocidi), i composti organici policlorurati (oli sintetici lubrificanti, diossine, furani), gli ftalati (ammorbidenti per PVC, cavi elettrici, pavimenti,
colle, vernici, cosmetici e molti prodotti in plastica morbida), alchilfenoli (detersivi, plastica, pitture ad acqua, cosmetici), bisfenolo A (vernici epossidiche, bottiglie di plastica, materiali di riempimento di plastica), metalli pesanti (batterie, rivestimenti, pigmenti, combustibili fossili, batterie luci fluorescenti, prodotti sanitari).


Per questo “Il WWF si batte a livello internazionale per l’approvazione di un regolamento che sia davvero efficace nella salvaguardia della salute delle persone e dell’ambiente” ricorda Mariagrazia Midulla, responsabile delle campagne internazionali del WWF. “Il Concorso è teso a scoprire i differenti livelli di contaminazione tra le generazioni, offre l’opportunità di portare a Bruxelles la testimonianza diretta dei cittadini che vogliono vivere in un mondo più sicuro”.


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