Improvvisarsi clochard per un weekend.

Cultura - Attualità



Vivere per strada senza una casa né soldi in tasca, chiedendo l’elemosina e mangiando alle mense per i poveri. Non è solo la dura esperienza a cui sono costretti i senzatetto che riempiono le nostre città, ma può diventare anche una scelta, un’esperienza “meditativa” per scoprirsi diversi.
A New York, dove sono 2.700 le persone che vivono per strada e 37.000 quelle nei ricoveri, fare la vita dell’homeless per tre giorni è diventata una moda. L’idea era già nata nel clima inquieto degli anni Sessanta a Chicago, per iniziativa del reverendo James Norton, ed era vissuta come occasione di meditazione spirituale.


Da qualche tempo questa pratica è tornata in auge negli USA, con il nome di street retreat. A proporla con scadenza regolare oggi sono due associazioni, The Faithful Fools di San Francisco e The Peacemaker Circle di New York. A chi decide di partecipare è chiesto di rinunciare a tutte le comodità a cui è abituato: indossare vestiti vecchi e dimessi, non radersi per una decina di giorni prima di imbarcarsi nell’avventura, non portare con sé soldi né carte di credito né telefono cellulare, ma solo un documento di identità e buste di plastica vuote, in cui riporre il cibo per coprirsi durante la notte all’aperto. In gruppi di sette-dieci persone, senza mai perdersi di vista, ci si mescola ai senza tetto e si vaga senza meta di solito per la zona non troppo pericolosa di Downtown Manhattan, riunendosi di tanto in tanto in meditazione. Quando la fame si fa sentire ci si mette in coda ad una mensa pubblica e, per il resto della giornata si chiede l’elemosina o si dorme su una panchina e nei vagoni di treni e metropolitane. La polizia e gli homeless sono gli unici interlocutori. Con alcuni di loro può nascere un’amicizia che continua anche dopo la breve esperienza: è il caso del fotografo Peter Cunnigham, un “veterano” dello street retreat, è solito documentare con la macchina fotografica queste sue esperienze.


Le richieste numerosissime (tanto da rendere necessaria una selezione) pervengono alle associazioni organizzatrici da uomini di affari, scrittori, ma anche personaggi dello spettacolo e qualche donna di successo. I partecipanti, d’altronde, per vivere un’esperienza che promette di cambiare il loro modo di pensare, devono sborsare una cifra che oscilla tra i 300 e i 2000 dollari.


I consensi raccolti negli USA hanno fatto sì che tale iniziativa venisse esportata anche in Europa. In giugno a Londra si sono dati appuntamento 18 improvvisati clochard. Anche in questo caso, le regole per partecipare erano rigidissime: occorreva presentarsi poco lavati e con barba incolta, con indosso indumenti vecchi e senza alcun cambio di biancheria o vestiti per la notte.


Le testimonianze di chi ha saggiato la vita di strada sono molto diverse: c’è chi dice di aver imparato a guardare i veri barboni con occhi differenti; chi non può fare a meno di ripetere l’esperienza e chi addirittura resta in contatto con gli homeless a cui inizia a prestare un aiuto concreto.


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