Influenza: come va curata?

Medicina - Attualità



Lo scorso inverno ha costretto a letto sei milioni di persone e quest’anno si è presentata con un leggero anticipo sui tempi previsti, colpendo già in ottobre migliaia di italiani. Frequente motivo di consultazione medica e di ricovero ospedaliero, e principale causa di assenza dal lavoro e da scuola, l’influenza è ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva, preceduta solo da AIDS e tubercolosi.


I suoi sintomi sono simili a quelli di altre malattie e può rivelarsi pericolosa per chi è già afflitto da una qualche patologia cronica. Per prevenirla oggi esiste solo il vaccino; nel frattempo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha aggiornato e ampliato le Linee Guida per la gestione della sindrome influenzale, che dovrebbero aiutarci ad affrontarla e a non confonderla con altri malanni tipici della stagione fredda.


La terapia con i farmaci antivirali (amantadina e rimantadina), se iniziata entro 48 ore dall’esordio dei sintomi e continuata per 5-7 giorni, riduce l’intensità dei sintomi sistemici e respiratori in circa il 50 per cento dei casi, abbreviando di 1-2 giorni la durata della malattia. La loro azione è però efficace solo sull’infezione influenzale provocata dai virus di tipo A e non è priva di effetti collaterali di tipo neurologico e gastroenterico; l’amantadina è inoltre sconsigliata per i bambini sotto l’anno d’età.
L’amantadina e la rimantadina possono essere utilizzate anche a scopo preventivo nelle persone che sono ad alto rischio per le complicanze dovute all’influenza e che non si sono potute vaccinare (o in cui si suppone non si sia sviluppata una buona risposta immunitaria al virus influenzale). Altro farmaco, efficace nei confronti sia dei virus di tipo A che di quelli del tipo B, è l’inibitore delle neuraminidasi zanamivir, che va somministrato per inalazione orale due volte al giorno per 5 giorni entro 48 ore dall’esordio della malattia è in grado di ridurre di 1,5 giorni la durata della stessa. (range 1,0-2,5). Lo zanamivir agisce su una proteina presente sulla superficie esterna del virus e che sembra essere necessaria al virus per infettare le cellule e per liberare particelle virali dopo la replicazione all’interno della cellula, rallentando la propagazione del virus. Il farmaco non può essere somministrato ai bambini al di sotto dei 12 anni d’età e alle donne in gravidanza o durante l’allattamento.


Per quanto riguarda gli antibiotici, vanno assolutamente prescritti dal medico curante ed agiscono con efficacia solo nel caso l’influenza sia provocata da un’infezione batterica. In tal caso riducono di 16 ore la durata dei sintomi. Solo quando la febbre supera i 38,5 gradi si possono assumere antinfiammatori non steroidei, tra cui ibuprofene e paracetamolo sono sicuri anche per i bambini e le donne i gravidanza. Un eventuale ricovero, infine, va deciso dal proprio medico ed è consigliabile solo se la situazione è aggravata dalla presenza di malattie croniche.


Accanto ai rimedi farmacologici, la migliore cura per l’influenza resta comunque il buon senso. Per rimettersi in forma è necessario molto riposo, da associare ad una corretta alimentazione: i pasti, leggeri, vanno distribuiti durante la giornata. Fette biscottate e tè a colazione; pesce o carne con frutta e verdura a pranzo e a cena, evitando alimenti poco digeribili come i fritti. Gli esperti raccomandano anche di bere molto, per compesare i liquidi persi a causa dell’abbondante sudorazione causata dallo stato febbrile.


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