Informatica: piccoli robot crescono

Tecnologia - Attualità



In chat è impossibile capire con chi realmente si sta parlando. Uomo o donna? Giovane o vecchio? Italiano o straniero? Ma quando le perplessità aumentano allora vuol dire che state chiacchierando con un “bot” . Ossia con un computer programmato per rispondervi, più o meno, a tono. Il più bravo di tutti è un computer donna, si chiama Alice è ha appena vinto, per il secondo anno consecutivo, il Loebner Prize, il più ambito riconoscimento per gli scienziati che lavorano alle capacità di apprendimento e dialogo dei computer.




Alice è anche famosa anche per essere l’attrazione principale del sito di “A.I.”, l’ultimo discusso film di Steven Spielberg, che ha portato avanti un vecchio progetto mai realizzato da Stanley Kubrick. In realtà il suo nome femminile è il risultato di un acronimo (Artificial Linguistic Internet Computer Entity), dietro cui ha lavorato un team di 400 persone, coordinato dal professor Richard Wallace, co-fondatore dell’Artificial Intelligence Foundation di San Diego.



Chiacchierare con i “chatter bot” ha qualcosa di inquietante. A volte rispondono a tono, ma quando il dialogo si fa più complesso qualche dubbio comincia a sorgere e si intuisce subito che dietro c’è qualcosa di strano. Provare per credere. Se ne sono accorti anche i giurati del Loebner Prize che dovevano chiacchierare in chat con otto robot e due persone umane (senza riconoscere gli uni dagli altri), dando un punteggio a ciascun chatter. E hanno assegnato ad Alice solo la medaglia di bronzo, dopo un dialogo al limite del surreale: “Come ti senti oggi?”, ha chiesto un giurato. “Io so che tu lo sai, ma io non lo so” è stata la replica del computer.




Il primo premio (100.000 dollari), infatti, andrà al computer che per primo passerà il test di Turing, ovvero che riuscirà a ingannare tutti conversando in videoconferenza (a voce e con un volto sul monitor) come una persona reale. Più abbordabile il secondo premio, ossia quello assegnato all’intelligenza artificiale che ingannerà il 50 per cento più uno della giuria in chat. Alice, invece, è riuscita ad ingannare solo uno dei giudici, lasciandone altri nel dubbio.




Alice non è l’unico esperimento del genere. Accese discussioni in rete le ha sollevate Eloisa, chatter bot italiano ideato da Francesco Lentini, che ha sollevato più di una perplessità verso gli utenti. Alcuni, infatti, hanno smascherato la presenza di un semplice database di risposte preconfenzionate, quindi senza nessuna capacità di apprendimento, cosa assolutamente fondamentale nel settore delle intelligenze artificiali.



Tag:


Presente in:

Tecnologia - Attualità

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)