Integrazione alimentare in menopausa. ecco le ultime novità.

Medicina - Alimentazione




Vampate di calore, insonnia, irritabilità, aumento di peso: sono questi alcuni dei disturbi tipici della menopausa che caratterizzano la vita delle donne dopo una certa età. Si tratta di malesseri che in alcuni casi durano anni, in altri spariscono dopo poco tempo ma che possono essere curati sia con la terapia ormonale sostitutiva che con sostanze naturali con funzione simil estrogenica. Fra queste gli isoflavoni, estratti dalle proteine delle piante leguminose fra le quali la soia, presentano una struttura simile agli estrogeni e sono in grado di mimarne le azioni fisiologiche. Per questo l’assunzione di queste sostanze è in alcuni casi raccomandata dal medico assieme ad una supplementazione di micronutrienti che ne accelerano l’assorbimento da parte dell’organismo.


Nell’ambito dell’integrazione alimentare in menopausa, l’Osservatorio AIIPA (Associazione Italiana Industrie prodotti Alimentari – divisione integratori alimentari) ha evidenziato infatti due studi scientifici pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition che confermano l’utilità di un’integrazione a base di inulina e isoflavoni. L’inulina è una fibra solubile che favorisce l’assorbimento degli isoflavoni che, a loro volta, possono aiutare a migliorare la sindrome metabolica nelle donne in menopausa.


Lo studio sull’inulina aveva l’obiettivo di analizzare l’influenza di questo tipo di fibra sulle concentrazioni di isoflavoni nel plasma. Per questo, 12 donne in menopausa e in buona salute sono state coinvolte in uno studio casuale incrociato che prevedeva il consumo di 40mg di una forma coniugata di isoflavoni di semi di soia con o senza inulina, per 2 volte al giorno in 2 fasi sperimentali di 21 giorni ciascuna. Dalle analisi è emerso che all’assunzione di isoflavoni della soia con inulina seguiva una concentrazione superiore nel plasma di daidzeina e genisteina rispetto alla formula senza inulina.


Lo studio sugli isoflavoni della soia ha valutato, invece, il loro effetto su alcune componenti della sindrome metabolica come lipemia, glicemia, insulinoresistenza. In particolare, 42 donne in menopausa affette da sindrome metabolica sono state sottoposte, per due mesi, all’assunzione di una dieta di controllo, una dieta con proteine di soia e una con legumi di soia. Si è visto che, al termine dello studio, le pazienti che avevano seguito la dieta a base di legumi di soia, riducevano in maniera significativa la resistenza all’insulina, la glicemia a digiuno e il colesterolo LDL.


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