Investimenti: il bello del mattone

Economia - Investimenti



Sono state la grande novità del mercato finanziario del 2002. In un anno in cui gli investimenti in borsa e persino i più sicuri Bot hanno reso davvero poco, chi invece ha puntato sui fondi immobiliari ha sicuramente fato un buon affare. Guadagnando rendimenti medi del 7,5 per cento, con punte oltre il 10 per cento. Di questa forma nuova di investimento – che in Italia ha appena cinque anni di vita alle spalle – si è parlato molto su giornali e riviste specializzate. Vediamo di capire meglio come funzionano.



I fondi immobiliari sono prodotti di finanza immobiliare che uniscono alla versatilità dei fondi d´investimento la concretezza del mercato immobiliare, consentendo di investire capitali, anche modesti, in settori immobiliari particolarmente redditizi (direzionale, logistica, leisure, commerciale). Il fondo effettua investimenti prevalentemente in immobili, ma anche in diritti reali di godimento sugli stessi e in partecipazioni di controllo in società immobiliari non quotate. Si tratta di un fondo “chiuso” , nel senso che non consente nè ulteriori richieste di sottoscrizione successivamente alla chiusura del periodo di collocamento, nè richieste di rimborso delle quote da parte dei partecipanti al fondo.




Proprio per ovviare a questo è stata varata una nuova normativa che prevede l´obbligatorietà della richiesta di quotazione in Borsa delle quote stesse, sia per consentire una negoziazione più facile delle quote stesse sia per permettere agli investitori di chiedere anche il rimborso anticipato da parte delle società. In pratica, dunque, chi vuole liquidare il proprio investimento lo può fare vendendo le quote direttamente in Borsa. Il lato negativo è però rappresentato proprio dalla gioventù dei fondi immobiliari. Il numero di contratti giornalieri non supera quasi mai la decina, dunque la vendita può essere un’operazione alquanto difficile.




I fondi immobiliari possono comunque rappresentare una buona alternativa all´investimento immobiliare diretto. Il rischio patrimoniale è abbastanza limitato e i rendimenti, come dimostrato l’anno scorso, molto buoni, sicuramente superiori ai Bot (fermi all’1,9 per cento). Ci si chiede, a questo punto, se il 2003 farà segnare risultati altrettanto confortanti. Secondo gli esperti sarà difficile che si possano raggiungere le cifre del 2002, ma l’investimento in fondi immobiliari – visto anche il boom del mattone – rimane sicuramente un buon affare. Anche se sia la Federal Reserve che l’Fmi hanno recentemente avvertito del rischio che scoppi la cosiddetta bolla immobiliare.



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