Invidia femminile: la nuova emancipazione

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Nella mitologia è raffigurata come una donna d´una magrezza ripugnante, lo sguardo losco, il seno divorato da un nido di serpi. Dante invece mise chi era roso da questo vizio capitale nel Purgatorio e Giotto la immaginava con un serpente che le esce dalla bocca spalancata. Oggi, l´Invidia sta vivendo il suo periodo di riscatto. Da vizio a dote di cui vantarsi e magari utilizzare come dimostrazione di forza e di libertà. Un´emancipazione tutta al femminile, descritta bene nell´ultimo libro di Donatella Borghesi Specchio specchio delle mie brame (La Tartaruga, 175 pagine, 20.000 lire).

Rivali-amiche o amiche-rivali, cosa siamo? Cosa vorremmo l´una dell´altra? - si chiede l´autrice - L´uomo perfetto, un fascino irresistibile, il successo nel lavoro, figli meravigliosi? La Borghesi prende lo spunto iniziale dall´archetipo della fiaba di Biancaneve. Nella favola, la matrigna decide che Biancaneve deve morire e le offre in dono una mela avvelenata, verde come l´invidia. Alla base di questo sentimento sta uno dei rapporti femminili più invidiosi, che sconfina nella gelosia, quello tra madre e figlia: Alla madre la figlia invidierà sempre l´onnipotenza giudicante, mentre la madre invidierà la giovinezza.

Ma leggendo le interviste della Borghesi appare un altro aspetto di questa guerra Eva conto Eva. Intanto il coraggio delle donne di ammettere di avere dei cattivi sentimenti, che le rende più sincere, più oneste contro se stesse e con gli altri. E poi il fatto che tutte invidiano tutte, senza distinzioni, contribuisce a stemperare i sentimenti, tanto che le posizioni di vittima e di carnefice appaiono intercambiabili.

A differenza dell´universo maschile, in cui l´invidia si trasferisce nella competizione, che alla fine produce una gerarchia sul modello dell´organigramma militare. In cui diventa chiaro subito chi comanda e chi deve ubbidire. Non ultimo è il fatto nuovo che sta scomparendo l´invidia delle donne per l´Altro, l´uomo, spostandosi piuttosto sul piano professionale, sul piano della realizzazione professionale. Un´emancipazione che, secondo la Borghesi, riuscirà solo se le donne impareranno il buon uso dell´invidia.

Cosa succederà allora a tutte queste api operaie, impazzite di lavoro, senza la loro ape regina? - s´interroga la Borghesi - Davvero la donna salverà il mondo? E infine si risponde: La Eve-olution, attesa per questo secolo, si avrà soltanto se le donne impareranno ad affidarsi, scoprendo la gioia di un progetto comune. E secondo voi, l´invidia è un vizio o una virtù? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.



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