Italiani, gente di mare solo in vacanza

Cultura - Attualità



Sembra che gli italiani non siano più “un popolo di navigatori”, come li definiva un antico detto. Il rapporto che ci lega al mare è in realtà “una passione senza confidenza”: così lo definisce una recente indagine svolta da Confitarma, la confederazione degli armatori, in collaborazione con Unicredit.


Eppure un intenso legame ci lega al mare quale meta preferita per trascorrere le ferie in totale relax. Negli ultimi due anni quasi il 70 per cento della popolazione lo ha scelto come luogo prevalentemente destinato alla vacanza, nonostante un italiano su quattro non sappia nuotare e un italiano su tre, indipendentemente dal saper nuotare o meno, ammetta di avere paura dell’acqua alta (soprattutto gli over 65). Sono i giovani tra i 18 e i 29 quelli che hanno con il mare un rapporto più diretto e lo scelgono quasi come emblema della vacanza.


Quando però il mare viene presentato come un possibile mezzo di trasporto alternativo alle auto e ai treni, la situazione si capovolge ed una certa diffidenza ha la meglio sulla passione. I porti vengono immediatamente identificati con i punti d’arrivo o di partenza dei vacanzieri più che essere considerati i punti nevralgici di una rete di trasporto complessa, così come le navi (l’87,4 per cento degli italiani ha visto da vicino o è salito a bordo di un traghetto o di un aliscafo, il 70,6 per cento di una barca a vela o di gommone, il 37,8 per cento di un peschereccio e il 25,5 per cento di una nave da crociera) sono considerate pulite e grandi e vengono dai più associate all’idea del viaggio.


Sono soprattutto le donne a manifestare diffidenza nei confronti del mondo marino: è infatti maggiore il numero degli uomini che sono saliti su una nave, che hanno visitato più volte un porto turistico o che si reputano buoni nuotatori, mentre le donne percepiscono in maniera più evidente il mare come minaccia (4 su 10
hanno paura dell’acqua alta e il 18,3 per cento contro il 12,5 degli uomini non si riconosce nella celebre affermazione “italiani popolo di navigatori”).


Ma nella concezione che abbiamo del mare gioca un ruolo di primo piano anche la componente immaginativa ed avventurosa: alla richiesta di citare personaggi, eventi, riferimenti letterari e cinematografici che potessero collegarsi alle navi e all’universo marino, la maggior parte degli intervistati ha privilegiato gli esploratori e i conquistatori, primo fra tutti Colombo, ma anche Vespucci e Marco Polo. Seguono figure della fantasia quali Ulisse, la balena Moby Dick, Capitan Uncino e Capitano Nemo.


Molto sentita è infine la centralità storica del mare: quasi l’80 per cento degli italiani ritiene che passato, presente e soprattutto futuro del Paese passino per lo sviluppo del trasporto marittimo. Nonostante non via sia ancora molta confidenza con tale settore, dunque, gli italiani in fondo desiderarano che il mare ed il mondo della navigazione vengano opportunamente valorizzati, anche attraverso appositi nuovi organi istituzionali (un Ministero del Mare ad esempio). Un dato incoraggaiante, questo, per Confitarma, la cui ricerca si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione della cultura del mare, volto a restituirgli l’importanza che dovrebbe rivestire dato il suo ruolo di primo piano nell’economia del nostro Paese.


Tag:


Presente in:

Cultura - Attualità

CONDIVIDI CON I TUOI AMICI E CONOSCENTI
Partecipa anche tu alla discussione *
Elenco articoli in archivio
Selezionare l'anno

(non ci sono ancora articoli in archivio per questa sezione)