Jazz: quando il jazz incontra la poesia

Musica - Jazz



Prendete una voce sensuale ed eterea. Aggiungete un sottofondo musicale eterogeneo e raffinato, che va dal jazz più classico alla musica da camera contemporanea, sino a toccare anche i raga indiani. Mescolate il tutto ed otterrete uno dei più sorprendenti debutti discografici degli ultimi mesi. E’ quello della cantante svizzero-olandese Susanne Abbuehl, che con “April” , suo primo lavoro discografico, ha sorpreso critica e pubblico.




Qualcuno l’ha già paragonata a Diana Krall, la nuova stella dell’easy jazz. Ma l’unica cosa che la accomuna alla cantante canadese, oltre alla voce vellutata, è la bellezza, anche se lei è mora, mentre la Krall è bionda. Molto diverse, invece, sono le scelte musicali. La musica della Abbuehl è tutt’altro che “easy”, ed il suo repertorio la pone di diritto tra le nuove “muse” della scena contemporanea. Ma proprio qui sta il suo fascino, cioè nel proporre uno stile unico e personale, davvero inimitabile.




Del resto, non è un caso che la cantante di Berna, ma che ha vissuto a lungo in Olanda, abbia scelto come etichetta del debutto internazionale (nel ’97 ha pubblicato in Svizzera “I am Rose” , una produzione indipendente) la tedesca Ecm di Manfred Eicher (distribuita in Italia da Ducale), considerata una delle più raffinate ed eclettiche del panorama musicale. “April”, registrato a Oslo nel novembre del 2000, può apparire al primo ascolto un disco freddo e difficile. E’ invece una musica che chiede concentrazione nell’ascolto ed è capace di rivelare autentiche gemme di struggente bellezza.




Undici i brani, in cui la Abbuehl è accompagnata dal giovane pianista olandese Wolfert Brederode, dal clarinettista tedesco Christof May e dal percussionista svizzero Samuel Rohrer. In cinque di questi la cantante declama brani del poeta americano Edward Estlin Cummings, tre invece sono composizioni della pianista jazz canadese Carla Bley, uno è un raga del cantante indiano Prabha Atre, uno dei mentori della Abbuehl assieme alla cantante Jeanne Lee, pioniera del free jazz vocale. Sorprendente è poi la versione del classico “Round Midnight” di Thelonious Monk, completamente stravolta.



Tra studi classici di conservatorio e di musica indiana a Bombay, la Abbuehl è riuscita a creare un mix davvero sorprendente. “Non cerco la fusione tra jazz e musica indiana – spiega -, quello che mi interessa è il cercare nuove vie di espressione musicale. Molto atteso, a questo punto, è anche il suo debutto concertistico italiano, previsto per il 23 maggio prossimo nell’ambito di Vicenza Jazz.



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