Kijiji ci racconta la convivenza nondicoppia.

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Tra Family day e Dico esiste una terra di mezzo che convive sempre più per scelta che per esigenza e spesso addirittura con sconosciuti. Opportunità preferita all’ipotesi di vivere con i genitori o in un sottoscala a portata della propria tasca. Molti infatti scelgono di condividere un’abitazione più grande anche con sconosciuti per migliorare la propria vita sociale.


www.Kijiji.it, sito on line di annunci gratuiti presente in 60 città in Italia, ha realizzato un interessante, quanto attuale, sondaggio, analizzando le risposte degli utenti del sito. Hanno risposto al sondaggio oltre settecento persone, contribuendo a fornire una “radiografia” delle abitudini degli italiani, evidenziando i comportamenti di coloro che, per necessità o scelta, decidono di mettersi alla prova, uscendo definitivamente di casa.



Ma non sempre è per sempre. Arriva infatti dal Regno Unito e sta prendendo sempre più piede in Italia: è il fenomeno definito Generazione Boomerang, che indica la tendenza a tornare a casa dai genitori dopo aver passato qualche anno in condivisione con amici o conoscenti. Come è emerso dal sondaggio, infatti, il 17 per cento dei giovani italiani si trova a prendere seriamente in considerazione questa eventualità. Dato che si abbassa a Milano, dove la percentuale di “pentiti” scende ad un 13 per cento.


Ma quali sono le motivazioni che spingono i giovani a tornare all’ovile? Tra i principali motivi alla base della scelta, al primo posto il risparmio sull’affitto (59 per cento), seguito dalla mancanza della famiglia (20 per cento) e, per finire, la piacevole sensazione di trovare un piatto caldo quando si rientra a casa (10 per cento).


Ma non tutti, seppur attratti, cedono alla tentazione. Tra i motivi, per il 36 per cento degli intervistati la paura di limitare la privacy conquistata. Per altri è invece l’orgoglio ad avere la meglio: il 23 per cento degli intervistati vedrebbe nell’eventuale ritorno a casa, una vera e propria sconfitta.


Per chi invece fuori di casa ci è appena andato, quali sono gli aspetti che più di tutti affascinano dell’imprevedibile esperienza di condivisione? Alla base, la paura della solitudine, ma anche la curiosità, per alcuni, di vivere con persone molto diverse da sé. Una persona su 4 condivide un appartamento con almeno altre 3 persone e appena il 27 per cento preferisce condividerlo con una persona soltanto.


Esistono poi delle differenze tra la condivisione di coppia e quella non di coppia. Se la coppia di fatto ha ritmi ed esigenze ben definite e l’intesa tra i due “coinquilini in amore” risulta essere alla base di un buon vivere, dai dati raccolti da www.kijiji.it, emerge quanto sia indispensabile, nella condivisione non-di-coppia, che le abitudini di vita dei conviventi siano il più possibile compatibili. Se per il 54 per cento degli intervistati non comporta alcun problema abitare in case miste uomini/donne, è interessante vedere come solo il 36 per cento accetti di vivere con persone che conducono vite differenti dalla propria. Ecco allora che le due principali categorie prese in esame, “studenti” e “lavoratori”, tendono a raggrupparsi tra loro, per non incappare in fastidiosi incidenti di percorso, dovuti a differenti regimi di vita (orari, frequentazioni, abitudini).
È Roma ad avere la percentuale più elevata (40 per cento), di persone che vivono in case miste, formate da studenti e lavoratori.


Da nord a sud, come sempre, le cose cambiano. È in generale in Italia molto elevata la percentuale di coloro che abitano con persone sconosciute, incontrate per la prima volta all’inizio della nuova esperienza di condivisione (83 per cento). Il dato, che riguarda principalmente il Settentrione, è forse dovuto ad un numero elevato di trasferimenti da sud a nord, che, nella maggior parte dei casi, spinge studenti e lavoratori a condividere l’appartamento con persone provenienti da città di tutta Italia. E, proprio attraverso la condivisione, i giovani tendono a fare nuove conoscenze, ricostruendo il proprio giro di amici e, in qualche modo, la propria vita. Spostandosi verso Sud la percentuale di coloro che abitano con persone conosciute in precedenza sale, raggiungendo un 33 per cento. A Roma, ad esempio, sembrano avere più peso nella scelta del convivente i contatti consolidati e si dà quindi meno importanza agli aspetti oggettivi di somiglianza tra persone che non si conoscono. La percentuale di chi abita con persone che conosceva già prima diventa poi ancora più alta a Napoli, dove raggiunge il 57 per cento.


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