L’11 settembre raccontato da oliver stone.

Cinema - Film



L´11 settembre 2001 era una giornata insolitamente calda a New York. Will Jimeno, un agente del Dipartimento di Polizia di Port Authority (PAPD) avrebbe desiderato prendersi un giorno di vacanza per dedicarsi al suo hobby preferito, il tiro con l´arco, ma poi, alla fine, decise di recarsi al lavoro. Il Sergente John McLoughlin, uno stimato collega da anni in servizio nello stesso reparto, era sveglio da ore, e si accingeva al quotidiano tragitto di un´ora e mezza per raggiungere la città. Entrambi, insieme ai colleghi, erano diretti a Manhattan, proprio come facevano tutti i giorni. Quello però non sarebbe stato un giorno come gli altri.


È atteso per domani 13 Ottobre nelle sale italiane il nuovo film di Oliver Stone World Trade Center, con Nicolas Cage, Michael Peña, Maggie Gyllenhaal e Maria Bello.


La pellicola narra la storia di due agenti delle autorità portuali, Will Jimeno e John McLoughlin, rimasti intrappolati fra le macerie durante le operazioni di soccorso dell’11 Settembre. Sepolti sotto circa 6 metri di lastre di cemento e lamiere contorte, i due agenti riuscirono miracolosamente a sopravvivere. Nonostante le macerie gli impedissero di vedersi, ognuno sentiva che l´altro era ancora vivo e nelle 12 ore successive McLoughlin e Jimeno si tennero in vita parlando delle loro famiglie, della loro vita nella polizia, delle loro speranze e delle loro delusioni. Ma racconta anche dell’angosciosa attesa delle loro mogli (Donna McLoughlin, nella sua casa di Goshen, a New York, e Allison Jimeno, a Clifton, nel New Jersey), dei loro figli e dei loro genitori, sprofondati nella disperazione, senza la possibilità di ricevere alcun messaggio o informazione da parte dei propri cari. Ed infine il film è la cronaca dei temerari tentativi di trarre in salvo i due uomini, da parte di Dave Karnes, un determinato ragioniere del Connecticut, che, forte del suo passato di Marine, quella stessa notte riuscì a localizzare i due agenti, e delle operazioni di soccorso ad opera di vigili del fuoco, poliziotti e paramedici che, nelle estenuanti 12 ore successive, lavorarono alacremente per riportare Will e John dalle loro famiglie, sani e salvi.


“Will ed io ci sentiamo in debito nei confronti degli uomini che abbiamo perso quel giorno”, dichiara il Sergente John McLoughlin del Dipartimento di Polizia. “La nostra storia è diventata quella di tutti coloro che si sono sacrificati per aiutare gli altri. Non ho dubbi rispetto alle intenzioni dei filmmaker: sono certo che il loro intento sia solo quello di mostrare onore e rispetto alle vittime dell’11 settembre”.
“Io e John siamo gente con i piedi per terra, apparteniamo a normalissime famiglie americane”, spiega Jimeno. “E molti di questi americani comuni hanno fatto tutto ciò che potevano quel giorno. Sono molto onorato di rappresentarli”.


Il regista premio Oscar Oliver Stone afferma che dal momento in cui lesse la sceneggiatura, desiderò fortemente poterne raccontare la storia sul grande schermo. “Ho ricevuto la sceneggiatura di Andrea Berloff in modo del tutto casuale e ho trovato che fosse una delle migliori che avessi mai letto. La sua semplicità e allo stesso tempo la sua capacità di suscitare profonde emozioni, mi hanno davvero colpito. Racconta in un modo molto particolare le vicende di quel terribile giorno, da un punto di vista del tutto personale”, afferma Stone.
E a chi gli fa notare che da lui ci si aspettava un film politico, piuttosto che una storia sulla quotidianità e sui buoni sentimenti Stone risponde: “Il mio film non è ordinario, non è un luogo comune. È la storia di cinque persone che si aiutano in un momento drammatico. I cinque protagonisti, i poliziotti e le loro mogli, ma anche i cinquanta soccorritori… Loro non hanno mai parlato dei loro sentimenti politici…
Forse un giorno farò un film più politico su questo argomento, ma ora volevo passare attraverso la convenzionalità per trovare lo straordinario. Volevo trovare la forza negli eventi di queste vite, andando al cuore di quello che era accaduto e mostrando come gli eventi uniscono le persone. Questo è un film del cuore ed è nel cuore che si trova la nostra umanità: tutti abbiamo bisogno degli altri. Questo per il mondo è un momento buio ed è il cuore che ci può salvare, tenendoci uniti. La politica invece divide la gente”


Ma cosa è davvero cambiato negli USA dopo gli avvenimenti dell’11 settembre? Oliver Stone chiarisce: “dall’11 Settembre in America ho visto più morte, ho visto più guerra, ho visto il breakdown costituzionale. Le conseguenze dell’11 Settembre sono state di gran lunga peggiori del giorno stesso. L’animo degli Americani oggi è cupo. C’è un sentimento di morte, è tutto più buio. Dobbiamo svegliarci da questo stato. Non volevo un film che parlasse di violenza e politica. Ce n’è fin troppo di questo ora. Per questo ho voluto realizzare un film positivo. Volevo mostrare persone che desiderano e vivono una vita semplice, buona. Esiste la serenità ed è per questo che dobbiamo combattere oggi”.


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