L’educazione sessuale? in italia la insegnano i libri e le nonne.

Psicologia - Sesso



I giovani italiani continuano ad avere parecchi dubbi sul sesso, nonostante a praticarlo siano in molti (secondo i dati raccolti dall’ Eurispes nel nostro Paese l’età media per il primo rapporto sessuale è scesa sotto i 17 anni). I nostri adolescenti fanno un po’ di confusione tra i significati di termini quali “circoncisione”, “castrazione” o “eiaculazione”, ma a schiarirsi le idee non sono aiutati dai programmi scolastici, che non prevedono fra le materie l’educazione sessuale, nonostante la maggioranza di genitori ed educatori concordino riguardo alla necessità di introdurla. La situazione è ben differente in tanti altri Paesi europei: in Svezia e in Danimarca le prime nozioni sull’argomento vengono impartite nelle scuole materne; in Francia a partire dai 5 anni i bambini leggono insieme agli insegnanti semplici libretti chiamati Questions d’Amour; in Gran Bretagna, nei Paesi Bassi e in Germania l’educazione sessuale rientra tra le materie della scuola d’obbligo.


Una recente ricerca, commissionata da Rizzoli Larousse e coordinata dalla psicosessuologa Serenella Salomoni, ha indagato, interpellando un campione di 800 adolescenti tra i 12 e i 18 anni, su quali siano le tematiche d’attualità che interessano i giovani oggi. Il sesso, naturalmente, è uno degli argomenti che più stimolano la curiosità dei ragazzi del XXI secolo, l’89 per cento dei quali desidererebbe affrontarlo anche sui banchi di scuola.


In realtà però solo dei teenager italiani (l’8 per cento) cerca risposta alle proprie domande rivolgendosi agli insegnanti, che giudica impreparati sull’argomento o ai genitori (il 12 per cento), troppo spesso assenti dalla vita dei figli. Così le fonti di informazione preferite dai più (38 per cento del campione) sono i consigli della nonna, mentre il 24 per cento si affida a libri e dizionari illustrati, oppure naviga in internet ( il 18 per cento).


Quali sono tra gli adolescenti italiani riguardo al sesso? Tra i termini più cercati sulle pagine di enciclopedie e dizionari illustrati vi sono “orgasmo” (35 per cento), “impotenza” (25 per cento), “clitoride” (15 per cento) ed “eiaculazione” (12 per cento).


D’altronde i dubbi sono molti: lo dimostrano le gaffe linguistiche fatte dagli adolescenti durante il sondaggio condotto per conto di Rizzoli Larousse. Il 28 per cento degli interpellati è convinto che la circoncisione sia un metodo di castrazione, il 23 per cento pensa invece che il petting consista nell’accarezzare i capelli del partner. L’imene viene considerata dal 21 per cento del campione preso in esame come una malattia sessuale e la libidine per il 20 per cento è uno strano tipo di eiaculazione. Se è curioso il fatto che il 13 per cento dei giovani veda la spirale come un giocattolo erotico, occorre riflettere su un ultimo dato: il 17 per cento pensa che i contraccettivi orali proteggano durante il rapporto dalle malattie sessuali.


Una nota positiva è che i giovani, dice Serenella Salomoni “riguardo al sesso cercano delle risposte semplici e chiare che gli insegnanti e i genitori, spesso imbarazzati e poco preparati, non riescono a dare loro. Il fatto che si rivolgano alle nonne o cerchino in volumi autorevoli delle risposte precise e puntuali indica un forte senso di responsabilità, una manifestazione di curiosità positiva oltre ad un bisogno di rassicurazione”.


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