L’evoluzione della storia dei transatlantici riletta in chiave europea.

Cultura - Arte



Genova, Capitale Europea della Cultura 2004, prosegue il suo viaggio all’insegna del Mare e lo fa con una grande mostra Transatlantici. Scenari e sogni di mare inaugurata il 31 luglio scorso e in programma fino al 7 gennaio 2005. Un’esposizione per celebrare l’epopea dell’Europa sul mare, ricostruita grazie alla collaborazione dei musei marittimi di diversi paesi, che hanno selezionato opere e modelli di particolare significato e di valenza internazionale.


Unica nel suo genere, la mostra affronta il tema della navigazione dei transatlantici per la prima volta in chiave europea celebrando i successi ottenuti dall’Europa dal 1838, data del primo viaggio a vapore dell’Atlantico, fino agli anni Settanta del XX secolo, quando la navigazione transatlantica di linea virtualmente finisce e i grandi colossi vengono demoliti o adibiti a crociere. Tra le grandi tematiche affrontate, la grande emigrazione, il confronto marittimo tra Inghilterra e Germania alla vigilia della prima guerra mondiale, le grandi navi tra le due guerre, Bremen, Rex, Normandie e Queen Mary, che esaltarono l’idea stessa di transatlantico, ma anche l’ultima stagione dei transatlantici, con capolavori di equilibrio tra tecnica, arte e accoglienza, per navi come Michelangelo, Raffaello, France, Queen Elizabeth 2.


Il viaggio proposto viene raccontato in otto diversi scenari, allestiti con il supporto del moderno linguaggio multimediale, ma anche grazie alla presenza di opere dal forte potere evocativo: il Nastro Azzurro, mitico trofeo che premiava il transatlantico più veloce, la campana del Rex, unico reperto conservato del transatlantico italiano, donato al museo dalla famiglia di Antonio D’Amico, il busto di Andrea Doria, opera affondata con la nave omonima e recuperata dal subacqueo americano Dan Turner, che l’ha concessa in prestito straordinariamente per questa mostra. E ancora, in ricordo della guerra del 1915-18, il salvagente (lifebelt) di uno dei superstiti del Lusitania, silurata il 7 maggio del 1915 e poi una timoneria (wheelhouse) di piroscafo, risalente ai primi decenni del Novecento, in legno di teak, che costituiva l’alloggiamento dal quale l’ufficiale di guardia e il timoniere conducevano la nave. Parte originale di uno degli ultimi piroscafi per emigranti, è stata ritrovata recentemente sulle alture di Sori (Genova) e rimarrà quale testimonianza permanente della navigazione a vapore al nuovo Galata Museo del Mare, che ospita la mostra e che sorge sull’omonimo edificio risalente al 1500, il più antico sopravvissuto tra quelli che componevano la Darsena Comunale.




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