L’happy hour: un rito per giovanissimi e non.

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Tra i giovani e tra gli under 40 è ormai diventato un rito, diffuso soprattutto nelle grandi città del nord e del centro Italia. L’aperitivo, o Happy Hour, a base di bevande perlopiù alcoliche, è visto come un evento privilegiato in cui socializzare, incontrare gli amici e svagarsi dopo una stressante giornata di lavoro.


Si moltiplicano così i winebar, le enoteche e le boutique del long drink, dove, per un costo che varia dai quattro ai dodici euro, vengono serviti drink a base di alcol (cuba libre, mojito, caipirinha e bloody mary sono i più richiesti), ma anche prosecco, vino rosso e qualche soft drink o analcolico in bottiglietta. Di solito gli aficionados dell’happy hour non si fermano al primo giro, ma ordinano quasi sempre un secondo bicchiere, mentre chicchierano con gli amici e stuzzicano pizzette, patatine, olive e minitramezzini. A causa poi dell’aumento dei prezzi dei ristoranti, per gli adolescenti il buffet dell’aperitivo serale sostituisce spesso la cena.


Tutto ciò comporta una serie di rischi per la linea e la salute, messa a repentaglio dal consumo di alcol, che nei giovani sotto i quindici anni non viene metabolizzato da un sistema enzimatico non ancora maturo.


I dati diffusi dall’Osservatorio nazionale sull’Alcol rivelano che tra il 1995 e il 2000 l’abitudine di bere alcolici lontano dai pasti è aumentata tra i teenager del 104 per cento. Raggiunge quasi il milione il numero di ragazzi sotto i sedici anni che bevono regolarmente, di cui il 5 per cento dei maschi e il 2 per cento delle femmine ammette di ubriacarsi almeno due volte in una settimana.


Il momento dell’aperitivo, se ripetuto con troppa frequenza, rischia così di essere una delle cause per i più giovani dell’avvio precoce al consumo di alcolici, che, anche se assunti in quantità minime, a digiuno possono provocare danni all’organismo. A stomaco pieno, infatti, l’acol viene metabolizzato con gradualità (dalle due alle sei ore) e non raggiunge mai picchi elevati nel sangue. Mentre a digiuno inizia ad essere assorbito entro un quarto d’ora dall’assunzione e in venti minuti circa il processo è già concluso, senza che il fegato ne riesca a metabolizzarne tutta la quota. In questo modo una parte di alcol entra in circolo nel sangue e raggiunge il cervello, provocando in un individuo giovane una sensazione di euforia e la diminuzione della lucidità dei riflessi.


Occorre ricordare anche che le bevande alcoliche, incluse quelle più leggere, incidono sull’apporto giornaliero di calorie, senza per altro apportare alcuna sostanza nutriente, anzi consumandone alcune, come la vitamina B1.


Gli esperti consigliano quindi di non eccedere nel consumo di drink alcolici e di sotituirli, qualche volta, con succhi, spremute o frullati. Tra gli spuntini è meglio preferire crostini di pane, sottaceti e verdure crude.


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