L’uomo ragno: un ragazzo qualunque vestito da eroe

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Dopo aver sbancato i botteghini negli USA, dove nel primo mese di programmazione ha registrato incassi pari a 333 milioni di dollari (record assoluto nella storia del cinema), è approdato anche nelle sale italiane Spiderman, la pellicola diretta da Sam Raimi e dedicata ad uno degli eroi più famosi nella storia dei comics, insieme a Superman e Batman.


Il film racconta la storia di Peter Parker, studente liceale orfano che vive nel Queens con gli anziani zii Ben e May. Secchione, appassionato di fotografia, timidissimo ed innamorato da sempre della vicina di casa Mary Jane Watson, durante una visita scolastica al Columbia Genetics Research Institute, Peter viene punto da un ragno geneticamente modificato e durante la notte successiva acquisisce stupefacenti poteri. Una forza incredibile, la capacità di avvertire in anticipo il pericolo, una velocità ed un’agilità sovraumane e il potere di di aderire ai muri e produrre una sorta di ragnatela dai polsi. Il ragazzo impara a conoscere i suoi poteri ed inizia ad utilizzarli nella lotta contro il Male dopo la morte dell’amato zio Ben, causata dalla sua noncuranza. Nel frattempo, anche Norman Osborn, padre del migliore amico del protagonista e grande uomo d’affari, subisce una trasformazione a causa di una formula sperimentale che ha provato su se stesso. La sua forza e la sua intelligenza si moltiplicano, associate però ad una latente personalità schizoide, che lo trasforma in Goblin, il Folletto Verde acerrimo nemico dell’Uomo Ragno, colui che metterà a dura prova Peter Parker e i suoi propositi di combattere il crimine.



Nel trasporre sulla pellicola il celebre fumetto, Sam Raimi non cade certo nella tentazione di darne una lettura troppo personale, scegliendo invece di mantenersi fedele alle origini dei personaggi. L’animazione digitale, aiuto indispensabile per garantire la spettacolarità delle scene, non invade lo schermo e non stravolge il racconto filmico. Decisamente azzeccata la scelta del cast, che vanta attori quali Willem Defoe, che con i suoi lineamenti spigolosi ricorda il Goblin uscito dalla matita di Steve Ditko, o Kirsten Dunst, ex enfant prodige che veste i panni di Mary Jane con il sorriso dolce della ragazza della porta accanto.



Ma il vero protagonista è il ventiseienne Tobey Maguire, scelto da Raimi perchè sembra un ragazzo qualunque. È tra i giovani attori più stimati di Hollywood, grazie alle sue precedenti interpretazioni in film d’autore quali Wonder Boy, Ice storm e Le regole della casa del sidro ed ha già firmato un contratto con la Sony per girare il secondo e il terzo episodio dell’Uomo Ragno. Con la sua statura che non supera il metro e settanta e quell’aria spontanea e un po’ pensierosa, Maguire ben si presta a far rivivere un eroe dai tratti profondamente umani, un adolescente come tanti fra noi, che condivide i problemi della sua generazione. Decisamente diverso dall’alieno Clark Kent o dal miliardario Bruce Wayne, Spiderman ha una vita privata e vive conflitti interiori. Si cuce da solo la tuta-pigiama e non si limita a combattere i suoi nemici, ma cerca di capirli. L’accettazione dei suoi poteri avviene in maniera drammatica, in seguito alla morte di una persona cara, che induce un teen-ager newyorkese ad assumersi le responsabilità a cui è chiamato e che lo trasformano in un uomo. Nessun cliche scontato accompagna l’eterna lotta contro il Male, vissuta con profonda umanità da un personaggio introverso e timoroso della propria diversità, che incarna un Bene problematico e carico degli interrogativi di ciascuno di noi.


L’uscita del film nelle sale italiane è stata accompagnata dalla tempistica pubblicazione, da parte di Einaudi Stile Libero, di un’antologia che include alcune delle più significative avventure dell’Arrampicamuri. Il volume di Stan Lee si apre con lo scritto “Il Ragno e la città” di Wu Ming (pseudonimo dietro a cui si nascondono gli scrittori del Luther Blisset Project), in cui Spiderman è descritto come “un personaggio a tutto tondo, incavi, anfratti, orifizi compresi”, alle prese con problemi condivisi dalla maggior parte di noi, abitante di una metropoli dai tratti reali. È la New York di Ground Zero, in cui nella storia 11/9/2001 che chiude il volume l’eroe si aggira tra le rovine del World Trade Center, attonito e sgomento come chiunque abbia vissuto i drammatici avvenimenti che hanno colpito l’Occidente. E se la tragedia dell’11 settembre ha determinato il taglio di alcune scene in cui erano presenti le Torri Gemelle, una loro inquadratura rimane riflessa negli occhiali di Spiderman, per non dimenticare.



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