La celeste galeria dei gonzaga torna a mantova

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Dopo quasi quattrocento anni tornano nella città dei Duchi più di novanta dipinti e circa duecento oggetti tra cui gioielli, cristalli di rocca, armi, bronzetti e rari codici musicali. Una selezione significativa della raccolta dei Gonzaga nel momento del loro massimo splendore viene esposta a Mantova fino al prossimo 8 dicembre. Si tratta della mostra Gonzaga, la Celeste Galleria, Il Museo dei Duchi di Mantova, ideata e curata da Andrea Emiliani e da Raffaella Morselli.




Cinque anni di studi e ricerche, di ricostruzioni e indagini sono stati necessari per ridisegnare la mitica collezione dei Gonzaga; una sessantina di studiosi italiani ed europei sono stati coinvolti in una vera e propria avventura scientifica ed intellettuale, che ha portato ad identificare e a seguire le tracce di molte delle opere della strabiliante raccolta dei Duchi di Mantova.



Capace di competere con le più ricche collezioni d’Europa, in grado di vantare capolavori invidiati e bramati tanto da Rodolfo II come da Carlo I Stuart, la collezione dei Gonzaga è stata il frutto di una passione e di una politica collezionistica e mecenatistica portata avanti con tenacia lungo tre secoli, da tutti i componenti di casa Gonzaga, a partire da Isabella d’Este fino a Ferdinando Gonzaga, suo pronipote.
Il risultato di tutto ciò, nella seconda metà del Seicento, era stupefacente: duemila dipinti di importanti artisti e circa ventimila oggetti preziosi stipati od esposti in bella mostra a Palazzo Ducale: gioielli, cristalli, codici, naturalia, rarità d’ogni tipo, sculture antiche e moderne, disegni e quant’altro, che facevano delle collezioni ducali di Mantova il luogo più ricercato e ammirato in Europa.




Crocevia e punto di riferimento d’artisti di fama come Giulio Romano, Andrea Mantegna, Rubens e Fetti, Giovanni Baglione e Guido Reni, Guercino e Van Dyck, alla corte di Mantova s’incontravano i migliori orologiai, intagliatori, orefici e armaioli dell’epoca, gli artigiani delle più famose botteghe, i musicisti più amati e ricercati, e ancora architetti e decoratori e poi mercanti d’arte, emissari delle altre corti europee, ospiti illustri. Dopodiché, il ducato, che senza più eredi maschi si preparava ad affrontare guerre e carestie, andò incontro alla decadenza, mentre il suo patrimonio fu definitivamente disperso.




La mostra, allestita presso le Fruttiere di Palazzo Te e a Palazzo Ducale, permetterà di ammirare alcuni dei più significativi capolavori della collezione, come l’Educazione d’amore del Correggio, La nascita di Bacco di Giulio Romano, Le nozze di contadini di Bruegel il Giovane e ancora Sant’Agnese e Rinaldo e Armida del Domenichino, Erminia tra i pastori di Guercino. Non mancano il Ritratto di Vincenzo Gonzaga, realizzato da Frans Pourbus, e scelto come immagine della mostra, il Ritratto di giovane donna allo specchio di Tiziano, La Sacra Famiglia di Dosso Dossi e il Cristo morto del Mantegna.
Di grande importanza e carichi di storia e d’aneddoti anche i codici musicali esposti, le armi, i bronzetti, i gioielli, i cristalli e i cammei: in alcuni casi riconducibili alle più note botteghe che operarono per i Gonzaga, in altri casi certamente appartenuti ai Duchi di Mantova. Nelle storiche sale di Palazzo Ducale sarà inoltre allestita una specifica sezione della mostra dedicata ai disegni sull’architettura e sulle decorazioni della grandiosa dimora.



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