La fotografia a milano prende forma.

Cultura - Arte



È stato inaugurato in luglio a Milano un nuovo spazio stabile dedicato alla fotografia. Si chiama Forma, ed è un’iniziativa della Fondazione Corriere della Sera e di Contrasto, in collaborazione con ATM. FORMA, nei suoi ampi spazi offre aree espositive diversificate per temi, un ricco programma di eventi, spazi per proiezioni, dibattiti ed attività didattiche, materiali di consultazione, una libreria specializzata.


La sede del centro è in piazza Tito Lucrezio Caro 1, all’interno di un’ala interamente ristrutturata di uno storico deposito di tram.


Forma vuole proporsi come “la casa della fotografia”, un luogo dove si potranno visitare mostre di portata internazionale, acquistare libri e immagini d’autore, e frequentare stage e corsi di fotografia, posizionato strategicamente nel cuore di Milano, fra l’Università Bocconi e l’Auditorium dell’Orchestra Verdi. La struttura architettonica rende possibile ospitare più eventi simultaneamente: infatti i servizi didattici e di ristorazione, progettati all’interno di appositi spazi, prenderanno avvio nell’autunno 2005. Così, a fianco degli spazi espositivi vivranno molte altre attività correlate al linguaggio visivo: esperienze didattiche e formative, incontri con artisti e fotografi, workshop professionali, spazi d’incontro critico e lettura portfolio, presentazione di libri, dibattiti, proiezioni, servizi di expertise rivolti ai collezionisti, vendita di stampe fotografiche da collezione, libreria e bookshop.


La programmazione espositiva di Forma sarà continua lungo tutto l’anno e nei suoi spazi presenterà al pubblico una serie di importanti mostre articolate soprattutto intorno a tre direttrici di fondo: Storia della fotografia, denominazione sotto la quale saranno presentate sia grandi opere collettive, gli autori e le opere più rappresentative, sia grandi mostre didattiche che aiutino a comprendere quali siano i tempi e gli snodi cruciali della fotografia nei suoi rapporti con la comunicazione visiva, il giornalismo e le altre arti. In questo modo ogni anno una grande collettiva diventerà il tradizionale appuntamento con la fotografia non solo per i singoli visitatori ma anche per le scuole e, in generale, per gruppi di appassionati, amatori e neofiti. I grandi autori, che ogni anno ospiterà una monografica dedicata ai grandi interpreti della fotografia. Uno speciale spazio verrà riservato, all’interno di questo settore, ai grandi autori italiani ma senza mai trascurare, ovviamente, i principali interpreti internazionali della fotografa di documentazione e artistica. I maestri della moda e del ritratto, “filone” che intende lasciare spazio ai grandi interpreti della fotografia di moda e, in genere, di ritratto, inteso come uno dei settori maggiormente interessanti della fotografia contemporanea e in cui più spesso si crea un virtuoso e interessante circolo creativo tra sperimentazione e mercato. Uno Spazio laboratorio, perfetto per esporre lavori più condensati, estemporanei interventi d’autore o piccoli “gioielli” fotografici anche solo di 30 o 40 fotografie, sarà in funzione continuamente per proporre al pubblico mostre più compatte ma ugualmente interessanti volte ad approfondire i nuovi linguaggi visivi, brevi monografie, intorno a un tema, testimonianze del passato tratte dall’Archivio Storico del Corriere della Sera.


Autori ed esperienze italiane e straniere di grande importanza, quindi. In questo contesto nasce la mostra di inaugurazione di Forma (in programma fino al 18 settembre 2005), dedicata a un maestro italiano della fotografia d’autore che, tra l’altro, ha legato il suo nome al racconto del nostro paese e di questa città in particolare: Gianni Berengo Gardin. Un interprete sincero, dallo sguardo onesto e partecipe. La mostra, una produzione di Forma, presentata in collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, racconta il percorso di un fotografo che ha fatto del suo lavoro una ragione di vita e un mestiere da perfezionare giorno dopo giorno. In questa selezione è raccolto il meglio delle sue storie fotografiche a testimonianza di un talento come il suo e dell’insostituibile forza del suo documento fotografico. La mostra è accompagnata da un grande libro, pubblicato da Contrasto, che raccoglie 350 fotografie tra le più rappresentative dagli inizi della carriera di Berengo Gardin fino ad oggi. Un volume della collezione FotoNote viene anche pubblicato per l’occasione.


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