La gelatomania esplode in estate.

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Quest’anno, secondo l’associazione italiana gelatieri (Siga) spenderemo oltre 4 miliardi di Euro per consumare gelati, dei quali il 60 per cento di tipo artigianale e i restanti industriali. Considerato fino a qualche tempo fa solo un dessert, oggi il gelato, nonostante nella maggior parte dei casi contenga una base di semilavorati di produzione industrale, è uno degli alimenti preferiti in estate, anche in sostituzione di un pasto; leggero, fresco e morbido, è adatto anche ai bambini e agli anziani.


Il gelato altro non è che una miscela di liquidi e di aria, stabilizzata dalle basse temperature. Gli ingredienti che fanno del gelato un alimento più o meno sano sono il latte, i grassi vegetali e la frutta. Un gelato alla frutta contiene 2,6 proteine, 18 grammi di zuccheri e 6 di grassi: ha quindi meno calorie e più vitamina C, ma anche meno calcio e meno proteine di un gelato alla crema di latte, che contiene anche la panna e quindi una quantità di grassi quattro volte maggiore. Quelli con grassi vegetali, polinsaturi, sono meno dannosi per il colesterolo ed hanno una differente presenza di vitamine liposolubili.


Alimento nutriente, dunque, e ricco di proteine, carboidrati, grassi, fosforo e calcio, sostanze, queste ultime, particolarmente utili alla crescita dei più giovani, e per di più facile da digerire se si tiene conto che una coppetta di fior di latte viene di gerita in unora, contro le tre richieste da una bistecca. Questo perchè le proteine omogeneizzate del gelato abbreviamo il lavoro dei succhi gastrici.


Un alimento buono, ma anche sicuro. L’Istituto del Gelato Italiano ha infatti da poco preparato una revisione del codice di autodisciplina per i prodotti della gelateria industriale, messo a punto nel 1993, che stabilisce denominazioni e parametri produttivi. Si tratta di uno strumento estremamente utile, in grado di tutelare il consumatore sulla composizione e sugli ingredienti presenti nei più diffusi tipi di gelato industriale in commercio nel nostro Paese. In questo modo chi acquista un gelato è in grado di identificare in modo certo il prodotto conoscendone l’esatta denominazione e di sapere ad esempio che per “gelato al latte magro” si intende unicamente un gelato avente un contenuto in grassi non superiore all’1.5 per cento o che quando si parla di “sorbetto di frutta” ci si riferisce ad un gelato senza aggiunta di grassi, con almeno il 25 per cento di frutta.


Quest’estate, poi, fanno il loro ingresso in molte gelaterie italiane alcuni nuovi ingredienti “Doc” che vanno ad ampliare la gamma dei 580 gusti “censiti” dalla Coldiretti. “Dall’aceto balsamico al Gorgonzola, dal Parmigiano all’Amarone, dal Barolo al San Marzano, dal Soave al Montasio, dal Vincotto al Pecorino, ma anche lo Squacquerone, sono alcuni dei nuovi gusti tipici, fortemente legati alle tradizioni alimentari locali, che incontrano la curiosità e il gradimento crescente dei golosi.


Le specialità tradizionali locali e i grandi vini “Doc” non sono più dunque presenti solo sulle tavole imbandite delle vacanze ma accontentano oggi quanti con il grande caldo preferiscono sostituire il pasto con un rinfrescante gelato, senza tuttavia rinunciare al sapore della tradizione. Secondo la Coldiretti è una tendenza che continua il percorso di genuinità iniziato con le attenzioni rivolte ai prodotti del Mediterraneo con la nascita di gusti a base di olio extravergine di oliva, pesto, ricotta, sedano, finocchio, rosmarino, alloro, rucola, salvia, ficodindia, fava e lenticchie. Adesso coni, coppette, brioche e biscotti diventano anche gustosi contenitori dove sperimentare sapori che la cultura enogastromica delle diverse realtà locali ha sapientemente custodito, offrendo ai vacanzieri la possibilità di apprezzarli passeggiando nelle città d’arte e nei principali luoghi turistici.


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