La musica classica per i bambini in tv

Musica - Classica



Ogni domenica alle 9 dal 7 settembre è in onda su RaiTre il programma “Gran Concerto”, fortemente voluto (e chi se lo aspettava?) da Raffaella Carrà e da Sergio Japino. La trasmissione è mutuata da un format che in Spagna riscuote un crescente successo da 13 e ha l’obiettivo di educare i più piccoli alle note, alla costruzione di uno spartito, all’uso di uno strumento.


Un viaggio di scoperta in un´Italia dove la musica come insegnamento è la grande Cenerentola di scuole e tempo libero, ma dove chiunque, fin da piccolissimo, ascolta e canticchia i motivi più celebri del momento.


A fare da spalla alla nuova trasmissione, condotta da Alessandro Greco con la regia di Paola Longobardo, è l´Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che a Torino ha sede e che da Torino vorrebbe ripartire dopo anni di successi e di servizio al pubblico, ma anche di tagli e di crisi. La direzione è del primo violino, il giovane Alessandro Milani, che insieme ai suoi orchestrali non esita a mettere in scena giochi e scherzi divertenti.


Per Paolo Ruffini, direttore di Raitre, “educare alla musica risponde a una delle esigenze più profonde della televisione pubblica”. La scommessa è in un mix di cultura e popolarità, di grandi autori che vanno da Mozart a Dvorak fino ai motivi rese celebri dai film e dalle serie cult per i giovanissimi, come Star Wars o Spiderman, senza dimenticare di coinvolgere mamme e papà, accostando a Grieg o Boccherini le note della Pantera Rosa e perfino quelle di Via col vento.


“Quello che vogliamo far vedere e sentire - spiega Raffaella Carrà - è un grande gioco delle note, un modo divertente di restituire ai bambini una parte essenziale della cultura italiana, ma anche uno strumento che - ormai è provato - può aiutare lo sviluppo cognitivo dei più piccoli”. La musica come divertimento, anche quella più seria e apparentemente lontana dal pubblico in età pre-scolare che spesso non ha mai messo piede in un teatro o in una sala da concerto. “Anche Mozart o Beethoven componevano per intrattenere o appassionare il loro pubblico - ricordano gli autori -. Solo dopo sono stati collocati nello scaffale della musica difficile”.


Allora, tutti sotto il piumone la domenica mattina, ad ascoltare e imparare ridendo!





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