La salute in una tazzina: un convegno per tranquillizzare gli amanti del caffè.

Medicina - Attualità



Tutti attorno a un tavolo per fare maggior chiarezza su una delle tematiche più dibattute ed amate dalla comunità scientifica: il caffè e i suoi risvolti sulla salute. Questo è stato l’obiettivo dell’incontro organizzato dalla Fossan (Fondazione per lo studio degli Alimenti e della Nutrizione) il 20 gennaio scorso a Milano, dal titoloCaffè e Salute, durante il quale sono stati presentati tra l’altro i risultati di un studio condotto dall’Istituto Mario Negri di Milano sul tema Consumo di caffè in gravidanza e rischio di nascite sottopeso.



“Si devono ormai ritenere fugati tutti i dubbi sui possibili effetti indesiderati del caffè”, ha ricordato Amleto D’Amicis, epidemiologo-nutrizionista e direttore dell’Unità Documentazione e Informazione dell’Inran, “il caffè, assunto nelle abituali dosi di consumo (fino a cinque tazzine di espresso al giorno) è un alimento sicuro e ricco di proprietà antiossidanti, ottimo coadiuvante per il metabolismo”. Carlo La Vecchia, capo del Laboratorio di Epidemiologia generale dell’Istituto Mario Negri, è intervenuto invece sulla tematica Caffè e Tumori, ricordando che “la evidenze epidemiologiche sulla relazione tra caffè e tumori di cavo orale e faringe, esofago, stomaco, fegato e pancreas non offrono ragione alcuna di preoccupazione. Il rischio relativo di tali tumori è anzi più ridotto nei bevitori di caffè”.



Molto incoraggianti anche i risultati ottenuti dallo studio sul consumo di caffè in gravidanza, condotto su oltre duemila gestanti che hanno avuto una gravidanza regolare e su più di mille donne che, invece, hanno condotto una gravidanza con ritardo di crescita intrauterina o che hanno partorito prima della trentasettesima settimana di gestazione.



Per valutare l’effetti del consumo moderato di caffè sul rischio di ritardo di crescita intrauterina e di parto pretermine, alle donne selezionate è stato chiesto di rispondere a un questionario standard che raccoglieva informazioni su caratteristiche socioeconomiche e abitudini personali, tra cui il consumo di caffè e di altre metilxantine, il fumo di sigaretta il consumo di bevande alcoliche, la dieta, l’anamnesi patologica orientata ai problemi in esame, la storia ostetrica e ginecologica, l’uso di alcune categorie di farmaci, inclusi i contraccettivi orali.



I dati ottenuti hanno permesso di escludere un’associazione tra assunzione di caffè e rischio di ritardo di crescita intrauterina o parto pretermine, offrendo così informazioni tranquillizzanti per la donna gravida, che può continuare a consumare in modo moderato la tazzina di caffè senza alcun timore per la salute del nascituro.



D’Amicis ha concluso il convegno affermando che “il caffè, consumato nelle dosi abituali di 3-5 tazzine al giorno, non presenta assolutamente pericoli per la salute, mentre può esercitare azione protettiva nei confronti delle patologie del fegato e, attraverso la piccola dissipazione dell’energia, può aiutare a contrastare l’aumento del peso corporeo”.




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