La sostenibilità del tonno

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Inoltre, dal punto di vista nutrizionale, è un ottimo alimento perché ipocalorico (attorno a 100 kcal per 100 g di prodotto al naturale), molto ricco di proteine e non molto grasso (purché consumato al naturale) con un buon apporto di acidi grassi essenziali. Essendo un alimento in scatola, a causa dell’elevato contenuto di sodio va tuttavia consumato con moderazione (non più di una volta a settimana).

La scelta del tipo di conservazione (al naturale o sott’olio) dipende dal gusto personale e dalle esigenze dietetiche, cui si può aggiungere una preferenza per una marca legata alle qualità organolettiche del prodotto.

Oggi però possiamo scegliere anche in base alla politica di “sostenibilità” adottata dal produttore.


Greenpeace ha guardato dentro le scatolette di 14 marchi per valutare quanto è sostenibile la loro pesca e ha stilato una classifica “rompiscatole”: infatti le sorprese non sono poche!

Per la ricerca è stato utilizzato un questionario rivolto alle aziende produttrici, basato su quattro aree di indagine: Politica d’acquisto, Metodo di pesca e stock di tonno, Riserve marine e Etichettatura.

Ben undici prodotti ricevono la qualifica “ci siamo quasi” o “non ci siamo!” perché non sono in grado di garantire la sostenibilità del proprio prodotto. In fondo alla classifica Consorcio e MareAperto STAR (le aziende non hanno fornito informazioni e le confezioni non riportano alcun dato sulla specie di tonno e sulla provenienza); ai primi posti invece Coop, ASdoMar e Mare Blu, le uniche aziende che hanno adottato una politica scritta per l’approvvigionamento sostenibile. ASdoMar, inoltre, è uno dei pochi che, utilizza il tonnetto striato – specie considerata in buono stato – pescato con metodi sostenibili (lenza e amo).
Il tonno in scatola è la conserva ittica più venduta, ma per pescarlo si usano metodi distruttivi come i palamiti e le reti a circuizione, che catturano accidentalmente altri pesci, come tartarughe e squali.


Il tonno in scatola è la conserva ittica più venduta sul mercato mondiale, ma l’industria del tonno al momento non può esser considerata sostenibile: la pesca al tonno minaccia infatti le risorse sovrasfruttando gli stock di tonno e catturando esemplari immaturi.

L’indagine sulla sostenibilità di diverse aziende italiane produttrici di tonno in scatola effettuata da Greenpeace con relativa votazione risulterà sicuramente utilissima all’ecoconsumatore: infatti il maggior costo di un marchio non sempre corrisponde a una migliore qualità da questo punto di vista.





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