La televisione ci ruba l’infanzia

Psicologia - Infanzia



La televisione è una cattiva maestra. E questa volta finisce sotto accusa perchè sembra che sia responsabile del sempre più frequente fenomeno della pubertà precoce. A puntarle contro il dito è il professor Roberto Salti, endocrinologo presso l’ospedale Meyer di Firenze.


I primi segni dello sviluppo (crescita del seno e della peluria pubica) compaiono normalmente fra i dieci e gli undici anni, mentre nell’ultimo trentennio l’età del menarca (la prima mestruazione) si è stabilizzata sui dodici anni e mezzo o tredici. Da qualche tempo, però, vengono registrati, nel mondo occidentale, casi sempre più frequenti di pubertà anticipata prima degli otto anni nelle femmine e prima dei nove nei maschi. Le cause addotte per spiegare l’attivazione prematura delle strutture celebrali (ipotalamo e ipofisi) che controllano la secrezione delle gonadotropine (ormoni che stimolano e regolano l’attività di ovaie e testicoli) sono molteplici e in gran parte ancora sconosciute. Quella più evidente sarebbe il miglioramento dell’igiene e dell’alimentazione, mentre, tra i fattori ambientali, sono da annoverare alcune sostanze assorbite attraverso detersivi, cere, materie plastiche, farmaci ed estrogeni che vengono somministrati agli animali per ottenerne una carne meno grassa.


Durante un recente convegno, tenutosi ad Uliveto Terme, Roberto Salti ha però avanzato una nuova ipotesi: a causare la pubertà precoce, soprattutto nelle ragazze, potrebbe essere l’overdose di immagini televisive violente ed emotivamente stressanti da parte di bambini non ancora dotati di sufficienti esperienze cognitive. La TV, spiega Salti, abolisce il gioco, che per i bambini è uno degli elementi fondamentali per acquisire una vita indipendente, uno stimolo all’esplorazione e il controllo del proprio corpo. Dovrebbe essere più prudente il 14 per cento dei genitori italiani che lascia i propri figli seduti da soli davanti alla Tv, dato che nei programmi per bambini le scene di violenza ricorrono in media ventisei volte all’ora, contro le sei volte di quelli per adulti.


“La televisione” – avverte l’endocrinologo- “sostituisce la famiglia, ma i modelli di adulti che ci mostra non sono di persone normali: il sangue scorre a fiumi e le donne o esibiscono abbondanti nudità oppure sono impegnate nell’acquisto di detersivi e pannolini. Lo stesso logo col bambino e l’adulto insieme a indicare che i più piccoli possono vedere il film solo in compagnia di adulti, è stato giudicato un imbroglio dalla Società Italiana di Pediatria”.


Le forti emozioni suscitate dalle immagini sullo schermo confondono i più giovani, che non sono in grado di discriminare il ricordo del passato reale da quello di scene di cui sono stati spettatori. Così, nei bambini maggiormente predisposti allo stress emotivo, le scene di violenza o di sesso agirebbero su alcune zone celebrali influenzando le aree che controllano il sistema ormonale.


Di fronte ai primi segnali di pubertà anticipata, quindi, è bene rivolgersi al pediatra per un controllo e per escludere la presenza di disfunzioni nell’ipotalamo o nelle ovaie, oppure per rallentare uno sviluppo troppo rapido. Sarà il medico a valutare l’utilità di una terapia in base all’età, alla previsione di statura, al contesto psicologico.



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