Lavoro: i giovani preferiscono montanelli.

Economia - Lavoro



Sorpresa, gli italiani vorrebbero essere Montanelli. Fare il direttore di un quotidiano nazionale è infatti in testa ai desideri nella classifica dei lavori più amati dai giovani. Questo il risultato dell’indagine sulle preferenze professionali degli italiani promossa dal “Corriere Lavoro” e a Adecco e frutto della collaborazione tra la facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e l’Istituto Iard “Franco Brambilla”.



Realizzata su due fronti, via web e via telefono, l’indagine ha portato a risultati analoghi: in entrambi i casi al primo posto va il direttore di giornale, che ha totalizzato ben il 72 per cento delle preferenze. Al secondo posto il giudice, professione votata dal 69 per cento, al terzo, staccatissimo, l’attore di cinema, con il 37 per cento. Una vittoria netta e comprovata anche dal fatto che il direttore di quotidiano ottiene voti altissimi anche nelle tre sottocategorie di desiderabilità considerate, ovvero del reddito, della soddisfazione professionale e dell’utilità sociale. Infatti, se nel caso dell’utilità sociale viene scavalcato dal medico di pronto soccorso e dal giudice e in quella del reddito viene superato dall’attore, il direttore di giornale risulta insuperabile in quanto a status sociale.



Alle sorprese nei posti alti della classifica, si aggiungono anche alcune curiosità in quelli bassi. L’indagine pare sancire, infatti, la fine del “mito” del cassiere di banca, posto ritenuto sicuro e affidabile fino a qualche decennio fa, che si classifica invece ultimo fra le 12 professioni esaminate (4 per cento di preferenze), addirittura peggio dell’operaio metalmeccanico, del portiere d’abitazione e del commesso. Anche se recupera qualche posizione rispetto alla retribuzione (nono posto) e allo status sociale (ottavo). Perde colpi anche il mondo nella new economy, visto che il progettista di siti internet risulta essere all’ottavo posto, battuto dall’operaio (settimo) e dal commercialista (sesto).



Una piccola rivoluzione nei desideri dei giovani? Ne è convinto Antonio De Lillo, preside della facoltà di Sociologia alla Bicocca di Milano: “A piacere ai ragazzi è ilruolo dell’informazione, diventata ormai centrale all’interno della nostra società. Ed il direttore ne incarna il fascino ed il potere”. Così come sorprende l’alta posizione in classifica dell’operaio e la contemporanea crisi del cassiere: “Negli anni Settanta - spiega De Lillo - il cassiere di banca rappresentava uno status perché c’era la voglia di passare dal lavoro manuale a quello impiegatizio. Oggi, invece, c’è una rivalutazione per chi produce delle cose. Esiste una forte spinta verso il miglioramento della propria condizione. Chi vuole emergere deve passare da un lavoro ripetitivo ad uno utile. Si è passati dall’era dell’impiegatizio a quella in cui bisogna realizzare se stessi”.


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