Lavoro: i posti di domani

Economia - Lavoro



Meglio l’informatico o lo statistico? E perché no, il meteorologo o il vulcanologo? Sono alcune delle professioni che saranno tra le più ricercate dei prossimi anni. Lo racconta nel suo ultimo libro “2010: Scenario delle professioni” (Editori Riuniti) l’economista Nicola Cacace, già presidente di Nomisma (centro di ricerche economiche fondato da Romano Prodi), ed oggi direttore scientifico di Isri e presidente della società d’informatica Onesis. Che fa delle previsioni sicuramente ottimistiche: nel 2010 ci saranno due milioni di occupati in più rispetto al 2000, con un passaggio dell’occupazione dal 43,1 al 46,4 per cento.




Numeri che riguardano sì i nuovi assunti, ma soprattutto i forti prepensionamenti. Per un turn-over che toccherà non meno di 5 milioni di persone. Nel suo libro, Cacace punta l’attenzione proprio sulle nuove dinamiche sociali, che stanno modificando molto rapidamente tutto il mondo del lavoro. Dal crescente bisogno di flussi migratori (i nuovi entrati nel mercato del lavoro non basteranno a colmare i posti vacanti) alla sempre maggiore flessibilità, parola magica che comprende tutte quelle nuove forme di contratto oggi in netta crescita (contratti a tempo determinato, part time, collaborazioni coordinate e continuative).



Secondo Cacace, la famiglia professionale che richiederà il maggior incremento di lavoratori sarà quella degli specialisti in scienze matematiche, fisiche, naturali e assimilate, che crescerà del 43 per cento, con una previsione di 30 mila nuovi occupati. Tra le professionalità a più alta domanda in questi settori, quelle di informatici, esperti in e-commerce e sicurezza dati, progettisti internet, matematici, statistici, geologi, meteorologi, sismologi e vulcanologi. Seguono gli specialisti in scienze della vita (biologi, farmacologi, agronomi biologici, dietisti, veterinari, esperti aree protette, ecologi naturalisti) e gli amministratori e dirigenti d’azienda, entrambi con un incremento del 25 per cento.




E le donne, che ruolo avranno in tutto questo? Importantissimo, anzi, saranno proprio loro a far decollare il tasso occupazionale dell’Italia. E lo conferma anche Enrico Finzi, presidente di Astra-Desmoskopea: “I prossimi dieci anni vedranno aumentare in maniera rilevante la presenza in scena delle donne, che in Italia, in percentuale, occupano meno posti che all’estero. Questo balzo in avanti coincide con l’aumento della scolarità che cresce più di quella maschile, con una maggior autonomia e un minor numero di figli; fenomeno che può essere letto come causa ed effetto di una maggior pulsione ad entrare nel mondo del lavoro”. Insomma, avanti c’è posto.



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