Lavoro: in ufficio con fatica

Economia - Lavoro






Immersi in un traffico a velocità da lumaca, pigiati come sardine su bus e metropolitane, esasperati dall’ennesimo ritardo del treno delle 7 e 30. Dura la vita per i pendolari, ancora più dura se vivono in Italia. Il nostro paese, secondo un’indagine condotta da Monster, azienda leader del recruiting ondine, è il peggiore in Europa per tempo di percorrenza tra casa e lavoro: il 62 per cento, oltre la metà, impiegano tra mezz’ora e un’ora per raggiungere l’ufficio. La media europea si ferma al 58 per cento.



In particolare, nel nostro paese, il 16 per cento spende tra i 30 e i 40 minuti prima di mettere piede sul posto di lavoro, il 25 per cento tra i 40 e i 60 minuti (in Europa il 23 per cento), mentre al 21 per cento non basta un’ora (la media europea è del 19 per cento). Solo il 16 per cento di fortunati arriva a timbrare il cartellino dopo una breve passeggiata: inferiore ai 20 minuti. Anche in questo caso, però, siamo al di sopra della media europea, che arriva al 19 per cento.



Insomma, gli italiani, in media, perdono più di un ora della loro giornata solo per gli spostamenti tra casa ed ufficio. Meglio di noi stanno un po’ tutti in Europa, a partire dai norvegesi e dai finlandesi, vere e proprie isole felici, dove ben il 28 per cento ed il 37 per cento della popolazione lavorativa raggiunge il proprio ufficio in meno di 20 minuti. Ma c’è anche chi sta peggio. Il primato negativo tocca all’Irlanda, dove oltre un quarto della popolazione (26,8 per cento) impiega più di un’ora ogni mattina per andare a lavorare, seguita dall’Olanda (24 per cento) e quindi dall’Italia.



Soluzioni? Davvero poche. “Il traffico è un supplizio – spiega il sociologo Domenico Masi -. Gli italiani arrivano al lavoro già stanchi. Fisicamente e psicologicamente. E, in genere, le idee, l’intraprendenza e la creatività, fondamentali nella maggior parte dei mestieri moderni, vanno a farsi friggere ancora prima di iniziare la giornata. L’unica soluzione è il tele-lavoro da casa. Ma sindacalisti, datori di lavoro e impiegati, invece di svolgere le mansioni dal proprio appartamento, preferiscono inquinare e spendere soldi per benzina e trasporti”.


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