Lavoro: l´ufficio in casa

Economia - Lavoro



Basta ufficio, scrivania, colleghi. Basta soprattutto
con orari rigidi, con la solita caccia al parcheggio. Basta tailleur
o giacca e cravatta d´ordinanza. Insomma, basta con lo stress da tran-tran
lavorativo
. Per qualcuno un sogno irrealizzabile, ma per molti una realtà.
Sono la folta schiera del popolo dei telelavoratori, di coloro, spesso
liberi professionisti ma non solo, che scelgono di crearsi il proprio ufficio
tra le pareti domestiche
. Ma sempre più sposso sono anche le grandi
aziende che offrono ai propri dipendenti questa possibilità.



Lo ha fatto l´Inps, che ha nel proprio organico
già 2000 telelavoratori. Così come l´Ibm (6000 telelavoratori
su 9000 dipendenti) e la Telecom (solo 200, impiegati soprattutto nel
servizio Info 112, ma presto se ne aggiungeranno altri 110). Lo
stipendio? Pari a quello di chi sta in ufficio, con in più un contributo
per l´affitto, che mediamente si aggira sulle 300 mila lire l´anno. Negli Stati
Uniti
il teleworking - o nomadic work - ha già contagiato 12 milioni
di lavoratori su 131.


Gli italiani sono già 900 mila, e tutti
soddisfattissimi visto che, secondo un sondaggio, l´80 per cento non
tornerebbe assolutamente indietro. Diventare telelavoratori, del resto, è
abbastanza semplice, a patto di prendere alcuni accorgimenti. Basta poco
spazio
, una stanza di due metri per due, un computer (magari portatile)
ed essenziale, anzi indispensabile, un buon collegamento ad Internet.
Magari, per chi lavora spesso in rete, con le offerte Adsl a banda larga che
permettono di navigare 24 ore su 24 con un canone fisso mensile (89 mila
al mese + Iva con Telecom). Il luogo di lavoro, poi, dev´essere soleggiato,
asciutto, con luce naturale e isolata acusticamente.


E per venire incontro ai lavoratori casalinghi si stanno
muovendo anche le aziende di mobili da ufficio, che propongono attrezzature
tipo matrioska che occupano pochissimo spazio. Il massimo è la
postazione Netsurfer creata dalla svedese Snowcrash, sorta di sdraio con schienale semireclinabile che assicura un´ottima lettura
dello schermo anche da una posizione rilassata (costo: circa 6 milioni di lire).
Ma il progetto più futurista è stato disegnato da Hella Jongerius,
che ha creato un prototipo chiamato Bed in business, un letto più
lungo del normale con angoli reclinabili dove è inserito lo schermo del
computer. La tastiera e il mouse sono rivestiti da morbidi cuscini che si possono
spostare a seconda della posizione prescelta: il tutto completato da altri due guanciali che contengono le casse acustiche.




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