Lavoro: poche donne al

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Meglio dirigere l´azienda di un altro o la propria? Le donne non hanno dubbi e optano, sempre di più per la seconda soluzione. Primo, perché nel ruolo di manager, almeno nelle aziende italiane, si preferisce sempre e comunque un maschio. Poi, perché è anche più divertente e, grazie anche alle opportunità offerte da Internet, se si è da sole si può conciliare meglio l´eterno dilemma lavoro-famiglia, che richiede doti di ubiquità davvero impossibili. Lo dicono una ricerca pubblicata dalla Fondazione Bellisario, secondo cui le donne dirigenti nell´industria privata italiana sono appena il 2 per cento e si sale al 10 per cento contando anche le istituzioni pubbliche.

Sulla cifra esatta, però, non c´è completo accordo. L´Istat parla infatti di 65.000 donne dirigenti, mentre per il Censis sono 13.000. Cifre esatte a parte, secondo la ricerca Oltre il tetto di cristallo, la situazione è comunque lontana da quella di altri paesi europei come Svezia, Danimarca e Olanda dove la percentuale di donne dirigenti sfiora addirittura il 30 per cento. Nel nostro paese è invece aumentata di circa il 20 per cento negli ultimi anni la presenza di donne imprenditrici, quasi a dimostrare che le più determinate preferiscono confrontarsi con il mercato.

Ma in quali settori si concentrano le donne manager italiane? Le disparità di presenza, rileva l´indagine, sono enormi: si va dal 3 per cento di donne tra i dirigenti della grande impresa, al 35 per cento di donne dirigenti nelle agenzie pubblicitarie al 28 per cento degli enti di ricerca. In generale, però, si può dire che le cose vadano meglio per le donne nella Pubblica amministrazione rispetto al settore privato. A livello centrale, la media delle donne dirigenti è infatti del 22 per cento (24 per cento nelle amministrazioni regionali).

Una curiosità: il ministero dove il potere femminile è più forte è quello dei Beni culturali, dove le dirigenti sono più della metà del totale, seguito dai dicasteri dell´Interno, del Bilancio e degli Affari esteri. Nelle imprese private, invece, la situazione delle donne in posizioni decisionali varia molto a seconda della dimensione dell´azienda. In quelle medio-grandi, le donne che rivestono una carica di titolari, soci o amministratori sono circa 7.800. Oltre il 76 per cento opera al Nord, il 15,4 per cento al Centro e l´8,3 per cento al Sud. Per la dirigenza si va dal 7 per cento nelle piccole imprese al 3 per cento nelle grandi imprese.

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