Lavoro: povere donne

Economia - Donne al lavoro



Le donne continuano ad essere discriminate nel mondo del lavoro. Non è certo una novità, ma ora questa discriminazione è stata anche quantificata ed è pari al 26,6 per cento. Tanto, secondo l’ultimo Rapporto sulle retribuzioni italiane 2001 stilato da OD&M per conto del supplemento “Corriere Lavoro”, le donne guadagnando in media meno degli uomini. Una percentuale leggermente ridimensionata rispetto al rapporto 2000 (quando tale differenza era del 27,2 per cento) ma comunque consistente.




Secondo l’indagine, la retribuzione media di una donna in Italia nel 2001 è stata pari a 26.235 euro lordi anni, contro i 35.757 euro di un uomo. Una differenza quindi di ben 9.522 euro, poco più di 18 milioni delle vecchie lire. Una situazione di divario che esiste in ogni categoria e che gli americani chiamano “glass ceiling”, tetto di cristallo. Un tetto apparentemente invisibile, oltre cui le donne nel mercato del lavoro non riescono ad andare.




Proprio questo tetto, impedisce alle donne di far carriera e quindi di raggiungere alti livelli manageriali, abbassando la media retributiva. Analizzando le singole categorie risulta come le donne dirigenti prendano il 7,6 per cento in meno degli uomini (75.645 euro contro 81.841). Il gap è inferiore nei quadri, quando arriva al 5,8% (38.842 euro contro 41.251), anche se, in questo caso, il numero delle donne è significativamente più basso di quello degli uomini.



Tra gli impiegati, qualifica in cui le donne sono più numerose, il divario infatti sale notevolmente, attestandosi al 12,7 per cento in meno (21.967 euro contro 25.149). Un handicap che diventa ancora più forte in settori come il marketing e il commerciale, mentre è più attenuato per le specialiste in information technology, settore che risulta essere il meno sessista.




Le operaie, infine, rispetto agli uomini, guadagnano il 9 per cento in meno (17.241 euro contro 18.943). Differenziale che diventa un po’ meno sensibile solo nei settori della manutenzione e nella logistica. In generale, la discriminazione nel mondo del lavoro in Italia è peggiore a quella di tantissimi altri paesi europei. In Gran Bretagna, ad esempio, la differenza tra uno stipendio medio maschile ed uno femminile è del 20 per cento. Meglio va in paesi come Svezia, Francia e Belgio, dove il divario è del 10 per cento.



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