Lavoro: professioni con la valigia

Economia - Lavoro



Una sfida, un’avventura ma soprattutto una grande opportunità. Per imparare un lavoro e conoscere culture diverse dalla nostra. Lavorare in Europa oggi è sicuramente più facile di un tempo, grazie al trattato di Maastricht che ha aperto le frontiere ai lavoratori dei 15 paesi membri. Ma che richiede comunque idee chiare e grande spirito di sacrificio. E soprattutto di essere orientati e guidati da persone esperte. Ma da dove partire?




Nonostante gli strumenti a disposizione siano davvero molti, trovare lavoro all´estero non è così semplice. Soprattutto se invece di lavorare come stagionale in qualche pizzeria di Londra, si vuole approdare a qualcosa di più gratificante e serio. Quasi indispensabili sono un buon curriculum (ricordandovi che non basta tradurre quello che usate in Italia) e un´ottima conoscenza sia della lingua che delle principali leggi che regolano il paese in cui si vuole andare, soprattutto in materia di occupazione e lavoro. Si può poi iniziare a porsi qualche primo obiettivo: meglio cominciare con uno stage o con un contratto a tempo determinato? Le scelte, in questo caso, sono individuali e vanno ponderate con calma.



La seconda fase è quella della ricerca dei contatti con le aziende estere. I primi punti di riferimento, in questo caso, sono gli Euroconsiglieri, veri e propri specialisti del mercato del lavoro nello spazio economico europeo. Ne esiste uno in ogni regione, anche se le previsioni sono di coprire il territorio a livello provinciale. Appartengono ai servizi dell´occupazione o ad altri organismi competenti del settore (come la rete Eures) e collaborano attivamente con la Commissione europea. II loro ruolo è quello di agevolare il contatto tra domanda e offerta di lavoro nell´ambito dei paesi della Comunità europea, fornendo informazione e assistenza. Ma molto utile potrebbe essere l’idea di fare un salto presso il Centro per l’Impiego o l’Informagiovani più vicino, ottime fonti di informazione e notizie sul lavoro all’estero.



Ma le possibilità non si esauriscono qui. Anche gli altri paesi europei hanno i loro uffici del lavoro o job center, in cui si possono trovare molte ghiotte opportunità di lavoro. Un’altra iniziativa di rilievo è quella proposta dal Programma Leonardo da Vinci (presso l’Isfol di Roma), che finanzia iniziative per la formazione condotte dagli stati membri dell’Unione Europea. Una carta sicuramente ottima da giocare è anche quella di rivolgersi alle agenzie di lavoro temporaneo operanti nel nostro paese, dalla Adecco alla Manpower, che grazie alle reti internazionali con cui sono collegate possono raggiungere molti paesi, non solo europei. Infine è da considerare l’opportunità di consultare banche dati con le offerte di lavoro (tra le più interessanti c´è la tedesca Seneca).



Ci sono settori più promettenti di altri? Beh, esistono professioni dove sicuramente è più facile lavorare come stranieri. I vari mercati del lavoro europei offrono ottime opportunità soprattutto a personale qualificato in settori quali ingegneria, informatica, insegnamento, commercio, finanza e assicurazioni. Ovunque, inoltre, operano call center che assumono personale poliglotta per gli help desk. Infine c’è il settore turistico-alberghiero, che richiede un notevole apporto di lavoratori stranieri. Senza dimenticare che in molti paesi, non solo in Italia, scarseggiano infermieri e medicia. Allora, che aspettate a preparare le valigie?



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