Le famiglie italiane e i cani: che padroni siamo?

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Qual è il rapporto che intercorre fra gli italiani e i loro amici a quattro zampe?
A questa domanda si è proposta di rispondere una curiosa indagine svolta da AC Nielsen, che ha coinvolto, tra il 2002 e il 2003, 17 mila persone (tra i 14 e i 75 anni) per individuare gusti e preferenze del Bel Paese in fatto di cani.
In base ai dati raccolti, dei 20 milioni e 600 mila famiglie presenti in Italia il 22 per cento possiede uno o più cani: sono nuclei familiari con figli d’ogni età: tra 19 e 24 anni il 25 per cento; tra 7 e 14 anni il 6,5 per cento, tra 15 e 18 anni il 14,4 per cento e da 0 a 6 anni il 13,2 per cento.


La quasi totalità del campione ammette di adorare i cani, il 28 per cento perlomeno li tollera, mentre a detestarli è solamente il 2 per cento. Le famiglie che non ne hanno uno si giustificano ammettendo che tenerlo in casa sarebbe troppo impegnativo, poco igienico oppure dice di preferire altri animali. Gli amici a quattro zampe sono più diffusi nelle case del Centro Italia (Toscana, Lazio Marche, Umbria, Sardegna), ma ovunque molto amati, siano esemplari di razza o bastardini (che per più della metà degli intervistati hanno lo stesso valore affettivo di quelli dotati di un pedigree).


Sul proprio cane gli italiani dimostrano di avere vere aspettative: lo si vorrebbe “intelligente ed estroso” (33 per cento degli intervistati); “pacioccone e divertente” (24 per cento); “tranquillo ma terribile con chi disturba” (24 per cento), “socievole”(23 per cento); “riservato e indipendente” (6 per cento); “grande e aggressivo” (3 per cento).


Un aspetto particolarmente interessante dell’inchiesta Enquiry di Ac Nielsen individua quattro differenti tipologie di cani, ispirate a telefilm o cartoni animati che li hanno visti protagonisti, che corrisponderebbero a padroni con personalità ben distinte.
Il tipo Rex o Rintintin, cane efficiente e “virile” è particolarmente amato dagli uomini pratici, che seguono il calcio e in TV guardano i programmi classici-istituzionali. Qualcuno lo mostra con orgoglio nelle mostre canine, ma quasi nessuno ama coccolarlo.


Il modello Zanna Bianca è un cane da difesa e da guardia, scelto dalle personalità tradizionaliste, che lo fanno dormire nella cuccia e non gli permettono di entrare in casa durante il giorno. Il suo padrone certo non si identifica con lui.


Particolarmente amato dalle famiglie numerose è Pluto, il cucciolo che gioca con i bambini e viene trattato come uno di famiglia. I suoi padroni hanno di solito una mentalità moderna e una cultura ecologista, lo trovano “bellissimo e unico” qualunque sia il suo reale aspetto e non farebbero mai partecipare a una mostra canina.


Un altro esempio di cane da compagnia “umanizzato” è il tipo Lilli e il Vagabondo, oggetto di cure costanti da parte del padrone, che per l’amico fedele aqcuista prodotti specifici: cappottini, dentifricio e spazzolino, o cibo di prima qualità. Lo scelgono le donne fanatiche della moda, dei palinsesti televisivi femminili, degli affetti e dei sentimenti.


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