Le italiane e la moda

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AstraRicerche

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To buy or not to buy? In realtà, l’amletico dubbio sembra non esistere perché la propensione allo shopping delle consumatrici italiane è immutata e dichiarata. Sono però cambiati i comportamenti che caratterizzano lo shopping, soprattutto verso il punto vendita. Lo rivela una ricerca condotta da (l’Istituto del sociologo Enrico Finzi) per Camomilla Milano -azienda milanese presente del settore accessori moda. È il secondo anno consecutivo che Camomilla Milano si fa promotrice di ricerche nelle quali AstraRicerche evidenzia dati inediti e di interesse generale sulle donne contemporanee. Tutto per meglio capire come siamo e come acquistiamo.




Elevata frequenza delle visite

Elevata frequenza delle visite

La ricerca fa emergere indicatori interessanti nel rapporto delle consumatrici con alcune tipologie di negozi, per esempio quelli di accessori moda.  (il 50% vi si reca più volte al mese, appena a ridosso dei negozi di abbigliamento dove la percentuale è del 54,55%); acquisti fatti normalmente da sole (nella misura del 48,6%) mentre solo il 6% dichiara di andare in compagnia di amici maschi; predilezione per i negozi piacevoli e divertenti anche quando non si fanno acquisti, espressa da ben il 76,4% delle consumatrici, e per i punti vendita che propongono un’offerta ampia e diversificata (lo dichiara il 72,9% delle consumatrici). Nel giudizio sui negozi di accessori moda le consumatrici esprimono anche la loro irritazione in presenza di personale non competente (il 15%), la delusione quando la qualità non è all’altezza delle aspettative il 14,9%), la frustrazione quando non si trova quello che si cerca (il 14,9%).




acquisto più riflessivo, razionale e programmato,

acquisto più riflessivo, razionale e programmato,

Negli indicatori correlati alla crisi economica all’acquisto di accessori moda, la ricerca evidenzia una propensione a un confermata dal 35,5% delle consumatrici che, però, indicano in una percentuale molto simile (34,8%) l’effetto consolatorio e distraente degli acquisti di accessori moda. Sempre più significativa la percentuale di consumatrici più attente al rapporto qualità prezzo (27,4%) mentre -dato curioso- il 10,2% ritiene di contribuire con il proprio acquisto a rimettere in moto le aziende e l’economia. 




immaginarsi e rappresentarsi diversi da come si è

immaginarsi e rappresentarsi diversi da come si è

Ma perché piacciono così tanto gli acquisti di accessori? Perché piacciono i negozi. Enrico Finzi evidenzia che in questi punti vendita un po’ magici e gratificanti per il pubblico femminile, si ha la possibilità di (per il 41%), l’esperienza di acquisto che diventa gioco ed evasione dalla realtà (espressa dal 39%), la possibilità di scoprire le ultime novità (ricordata dal 37%). E poi il 35% ritiene che in questi negozi si fanno buoni affari, sarà anche per la tipologia dei prodotti.








La ricerca traccia anche una mappa della tipologia di negozi promossi e bocciati. Si evidenziano anche alcune criticità, come il fastidio legato alla folla, al caos, alle code che caratterizzano, ad esempio molte grandi superfici di mobili (lo dice il 33%), l’irritazione per la scortesia o la incompetenza dei commessi (in questo caso il 22% indica i negozi di elettronica e di informatica); la qualità deludente (rilevata dal 22% nei negozi di scarpe), la frustrazione perché non si trova il capo che si cerca nei negozi di abbigliamento (evidenziata dal 28% delle consumatrici).


La ricerca è stata presentata a Milano durante l’incontro-dibattito “To buy or not to buy” del 26 ottobre, coordinato dalla giornalista Cesara Buonamici.








 




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