Le virtù della pasta.

Cucina - Dieta



Salutisti e buongustai? Non è più un binomio impossibile. Davanti a un piatto di pasta il benessere in tavola è servito, con la certezza di mangiare in modo corretto, come confermano i nutrizionisti dell’IPO (International Pasta Organisation) in occasione della Giornata Mondiale della Pasta 2006, che riunirà a Roma esperti provenienti da vari Paesi per condividere quelle che sono le evidenze scientifiche sui pregi e valori di questo alimento, nel più generale contesto della dieta mediterranea..


Nata anche per diffondere nel mondo una corretta informazione nutrizionale su un prodotto che può essere a pieno titolo definito “globale”, l’IPO con questi “punti fermi” riprende conoscenze e acquisizioni scientifiche condivise un po’ in tutto il mondo, ribadendo i benefici di questo alimento, e più in generale della dieta mediterranea, per il nostro organismo.


Cento grammi di pasta di semola di grano duro forniscono un apporto energetico contenuto, pari a circa 360 kcal, di cui circa il 72 per cento sotto forma di carboidrati complessi, il 12 per cento come proteine ed un contenuto in grassi quasi trascurabile. Se consumata con un condimento semplice (pomodoro, ortaggi e formaggio grattugiato) e un filo di olio extravergine di oliva, una porzione di 80 g di pasta asciutta non fornisce più di 400 kcal. Anche nelle sue ricette più ricche e gustose, poi, difficilmente supera le 550-600 kcal per porzione, quindi si adatta perfettamente, magari come piatto unico, alle esigenze nutrizionali tipiche della moderna e sana alimentazione. Rappresenta perciò l´alimento ideale prima di un’attività fisica di qualsiasi tipo: mentale o muscolare.


La pasta ha anche un ottimo potere saziante e dà quella sferzata di energia indispensabile per le attività di ogni giorno. La pasta è preziosa per i suoi ingredienti base; tra questi la fibra e i carboidrati. L’amido, in particolare, è un carboidrato complesso che, una volta digerito, viene assorbito come zucchero semplice (glucosio) e inviato alle cellule. Tale procedimento richiede molto tempo ed è per questo che la pasta sopisce la fame a lungo.


Nelle abitudini alimentari mediterranee, la pasta è la principale fonte di carboidrati complessi, che come sappiamo sono, per tutte le cellule, il migliore carburante da bruciare per ottenere energia in quanto richiede meno ossigeno rispetto ai grassi. Quando lo sforzo si fa più intenso, il nostro organismo trova nei carboidrati la fonte energetica pronta per l’uso, soprattutto quando l’ossigeno scarseggia (ad esempio in una condizione di stress). Per questo il consumo di un piatto di pasta diventa un indispensabile alleato per chiunque svolga non solo attività mentale ma anche attività fisica, in particolare per i giovani che studiano e per gli sportivi.


Indipendentemente dal contenuto di fibra la pasta ha un basso indice glicemico (41), cioè la scissione dell’amido porta ad una variazione della quantità di glucosio nel sangue, più contenuta e costante nel tempo rispetto a quella che si osserva dopo l’ingestione di pane che contenga una uguale quantità di carboidrati.


E ancora, la pasta è ricca di vitamine del gruppo B, di ferro e contiene di per sé poco sodio e non contiene colesterolo. Inoltre, chi consuma regolarmente la pasta ha un livello più basso di trigliceridi nel sangue (- 19%, in media) rispetto a chi trascura questo alimento preferendone altri. La bassa percentuale di trigliceridi nel sangue è sinonimo di prevenzione per i rischi di patologie alle arterie e alle coronarie e i disturbi cardiaci.


Con la pasta migliora il metabolismo e anche l’umore: come tutti gli alimenti che contengono amidi, infatti, anche la pasta grazie alla fibra dà un maggiore senso di sazietà. Inoltre il consumo preferenziale dei carboidrati può migliorare l’umore delle persone, in quanto il glucosio che si libera dall’amido della pasta favorisce la sintesi a livello cerebrale della serotonina, l’ormone della gioia.


Recenti studi presso prestigiose università italiane e americane hanno dimostrato che chi si alimenta regolarmente seguendo i principi della dieta mediterranea (in cui la pasta ha un ruolo fondamentale) corre un minor rischio di contrarre l’Alzheimer rispetto a chi mangia pochi carboidrati. Non dobbiamo nemmeno dimenticarci che la pasta abbinata ai legumi costituisce il “piatto unico” per antonomasia, ove le proteine dei cereali si completano con quelle delle leguminose per arrivare ad un valore biologico paragonabile agli alimenti di origine animale.


La pasta come simbolo della dieta mediterranea è sinonimo di salute e prevenzione. Nella dieta mediterranea viene consigliato che, nell’ambito dell’apporto energetico totale giornaliero, il 55-60 per cento provenga dai carboidrati, energia pulita che non sottopone i reni ed il fegato ad un superlavoro. Chi mangia regolarmente la pasta, infine, si garantisce anche un plus del 6 per cento di fibra rispetto a chi non consuma questo alimento. E una dieta ricca di fibra contribuisce a ridurre i rischi di alcune forme tumorali e i disturbi cardiovascolari.


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