Malattie infettive: per i ragazzi l’aids è più diffuso dell’influenza.

Medicina - Allergie



Le malattie infettive costituiscono ancora oggi la prima causa di mortalità e morbosità nel mondo, come conferma il più recente rapporto mondiale sulla salute dell’OMS. Una recente indagine condotta da Demoskopea e realizzata nell’ambito della V edizione della Campagna “Alla Scoperta del Corpo Umano” (patrocinata dal Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il contributo di Fondazione Pfizer) ha verificato il grado di conoscenza degli adolescenti rispetto alle malattie infettive più comuni e il loro atteggiamento riguardo alla prevenzione, ai possibili comportamenti a rischio e i conseguenti effetti sulla qualità delle relazioni e sullo stile di vita.


I giovani credono che nel mondo l’Aids sia più diffuso dell’influenza e la Sars più della malaria. Degli oltre 10.000 ragazzi delle scuole medie superiori intervistati, solo il 10 per cento infatti le indica tra le malattie più temute e diffuse tra i giovani.
Il 40 per cento invece pensa che l’Aids sia la patologia infettiva più diffusa in Italia, più del morbillo (36 per cento) e dell’epatite (27 per cento). Mentre nel mondo ben il 73 per cento indica l’Aids come il più diffuso, contro il 38 per cento dell’influenza e l’11 per cento della malaria.


Questi dati rivelano quanto la percezione degli adolescenti rispetto a queste problematiche sia distante dalla realtà. Malattie come l’influenza, che ogni anno colpisce circa il 5-15 per cento della popolazione mondiale causando 3-5 milioni di casi in forma severa e da 250.000 a 500.000 morti, e la malaria, con un bollettino annuale di circa 300.000 milioni di nuovi casi e almeno un milione di morti, costituiscono ancora delle vere emergenze sanitarie.


Emergenze che, evidentemente, i giovani sottovalutano, lasciando largo spazio alle informazioni che arrivano mediante la TV: quasi la metà dei ragazzi (46 per cento) indica, infatti, nella televisione la fonte principale di informazioni in tema di salute. Dunque non stupisce che malattie come Aids e Sars, su cui le campagne informative contribuiscono a mantenere viva l’attenzione, risultino più considerate di altre come la malaria, nonostante il forte impatto sociale nei Paesi in via di sviluppo, e l’influenza, la cui ampia diffusione si traduce ogni anno in pesanti costi in termini di degenza e giornate di lavoro perse.


“Tutto ciò conferma quanto sia al fine di adottare gli atteggiamenti di prevenzione più opportuni”, osserva Maria Pia Ruffili, Presidente di Fondazione Pfizer. “E’ questo lo spirito della nostra Campagna che da cinque anni si propone come spunto di approfondimento”.


Una conoscenza teorica, quindi, delle problematiche legate alle malattie infettive e non molto approfondita: tanti (85 per cento) sanno cos’è un virus, ma sono confusi riguardo ai batteri (solo il 40 per cento ne riconosce l’esatta definizione). Per quanto riguarda invece la gestione delle malattie infettive, ben il 37 per cento si sbaglia pensando che le infezioni di origine batterica e virale si possano curare con gli stessi farmaci.


L’indagine ha affrontato anche il tema della prevenzione: la gran parte dei partecipanti al sondaggio si dichiara preoccupata di un possibile contagio (abbastanza il 38 per cento; molto il 27 per cento) e sono soprattutto le occasioni di utilizzo di servizi pubblici o la vicinanza di qualcuno con evidenti segni di una malattia a suscitare inquietudine. Rispettare le normali norme igieniche è ciò che si considera la base della prevenzione di tutte le principali malattie infettive. I ragazzi sono molto attenti ai comportamenti che ritengono possibile fonte di pericolo, ma non sanno quali siano davvero “a rischio” (il 15 per cento indica lo scambio di oggetti personali come potenziale fonte di contagio per l’Aids).


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