Mamme & bimbi: è in arrivo il

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L´insegnante d´italiano sta spiegando la grammatica in una scuola media italiana. All´improvviso il trillo di un cellulare. Non del suo, ma quello di uno dei suoi scolari. Purtroppo è una scena non così inconsueta nelle nostre scuole ed è la dimostrazione più eclatante del fatto che la cellularmania ha contagiato, con il beneplacito dei genitori, anche i piccolissimi. Tanto che le case produttrici di telefonini stanno fiutando il nuovo affare e si preparano a lanciare cellulari per bambini. Mentre, dall´altra parte, uno studio dell´Unione europea ne sconsiglia l´uso proprio ai più piccoli.


 


Secondo una recente ricerca dell´Eurisko, il 12 per cento dei ragazzini tra gli 11 e i 13 anni (cioè oltre 200 mila bambini) possiede un proprio telefonino. E la percentuale sale al 37 per cento se si considerano i bambini che usano il cellulare dei genitori. Ma è solo la prima fase di un ondata che in altri paese ha già creato problemi. Come in Giappone, dove ne è stato vietato l´uso sin dalle scuole elementari. E un caso è già scoppiato a Genova, dove le maestre sempre di una scuola elementare, hanno scritto una nota sul diario degli alunni ricordando ai genitori che è vietato utilizzare i cellulari a scuola.




Ma tutto questo clamore è giustificato? Sì, almeno secondo molti studi medici, supportati anche dall´Unione europea. Un mese fa due rapporti realizzati per conto del Parlamento europeo sconsigliavano l´uso dei telefonini a chi è in età preadolescenziale, ma anche agli adulti con sintomi da stress. Nel primo, firmato dall´Università britannica di Warwick e dall´Istituto di biofisica tedesco, che ha evidenziato effetti nocivi nelle radiazioni su animali, non si escludono danni anche per l´uomo, come riduzione del sonno, mal di testa, sangue dal naso, riduzione della memoria sino ad una rara forma di tumore.


I bambini sono considerati a rischio anche da uno studio del Gruppo britannico di esperti indipendenti. La causa starebbe nella conformazione della testa dei piccoli, che consentirebbe una maggior penetrazione delle radiazioni rispetto agli adulti. Ed anche il sistema nervoso e quello immunitario sarebbe più vulnerabili perché ancora in evoluzione. Nonostante gli allarmi le case produttrici stanno già pensando al futuro: la Nokia, ad esempio, ha allo studio un cellulare addirittura per bambini dai tre anni in su, con soli due tasti, uno per chiamare mamma e l´altro per chiamare papà. Insomma, si imparerà prima a usare il cellulare che a parlare.




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