Mamme & bimbi: l´asilo in azienda

Economia - Donne al lavoro



Conciliare lavoro e famiglia? Una proposta, tutt´altro che banale, arriva da Stefania Prestigiacomo, ministra alle Pari Opportunità, che nei prossimi giorni presenterà in Parlamento un disegno di legge che prevede incentivi e sgravi fiscali per la realizzazione di mini-asili nido nelle aziende per i bimbi da tre mesi a tre anni. La Finanziaria ha già stanziato 50 miliardi per i primi progetti pilota che dovrebbero partire entro il 2002.



Il problema degli asili nido è il tema dei temi in fatto di conciliazione tra lavoro e famiglia, spiega la Prestigiacomo, che è anche parte in causa visto che è in attesa del suo secondo figlio. Un problema che ha questi numero: 2.000 asili nido attivi in Italia, soprattutto al nord, per un totale di 93 mila posti, appena sufficienti ad accogliere il 6 per cento dei bambini da 0 a 3 anni.



Ecco invece quello che prevede il nuovo disegno di legge: incentivi fiscali pari al 50 per cento per il datore di lavoro che realizzi mini-nidi aziendali, una suddivisione dei costi per le attrezzature e per il personale a carico dei genitori (30 per cento), dell´azienda (35 per cento) e dello Stato (35 per cento), il reclutamento di baby-sitter assunte con contratto flessibile (part-time o a tempo determinato) scelto di comune accordo tra genitori e datori di lavoro.



Una soluzione che non riguarda solo le grande aziende dove esperienze di questo tipo già esistono - dice la Prestigiacomo - ma che mira ad incentivare i piccoli imprenditori, le imprese artigiane, gli studi professionali. E che sarà possibile realizzare anche nella pubblica amministrazione, a patto di non prevedere costi aggiuntivi.



Unico nodo riguarda la compatibilità del progetto con il ministero per gli Affari sociali, che sarebbe il candidato numero uno nel proporre iniziative di Welfare come questa. Nel resto d´Europa - dice la ministra - o le Pari Opportunità sono dentro il Welfare o c´è un ministero del Lavoro e uno di Affari sociali e Pari Opportunità. La discussione sulla delega, quindi, resta aperta. Su questi temi rifuggo la polemica, ci vuole una collaborazione trasversale, conclude la Prestigiacomo.



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