Mamme & bimbi: non rinunceremo alle nostre figlie!

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Circa 900 coppie italo-straniere si separano ogni anno. Coinvolgendo ben 60 stati in drammatici casi di minori contesi. Attualmente, i bambini contesi figli di coppie italo-straniere separate sono 170. Queste le cifre. Di tutti questi casi, due in particolare si sono imposti all´attenzione pubblica, due storie diverse eppure straordinariamente simili. I casi di Erica e di Meriem, sottratte alle loro madri e oggetto di un estenuante braccio di ferro che vede coinvolti affetti, politica estera, giustizia e religione.



Forse varrà la pena riassumere brevemente le due vicende. La prima vede coinvolte Erica, 13 anni e la madre Stefania Atzori, da gennaio rifugiate presso l´ambasciata italiana di Kuwait City. Stefania ha divorziato dal marito egiziano, per sposare il quale aveva persino abbracciato la religione musulmana e dal quale ha avuto due figlie, Erica, appunto, e Marta (8 anni). Dopo la sentenza di divorzio, Erica è stata affidata al padre, Marta alla madre. La sentenza è stata emessa dalla Suprema corte di cassazione kuwaitiana, in conformità alle locali leggi vigenti in materia. Ma Erica non ne vuole sapere ed un giorno scappa di casa rifugiandosi nell´Ambasciata italiana; in una lettera denuncia il padre per maltrattamenti e abusi. Nel frattempo, una nuova sentenza ha decretato che anche Marta deve venir affidata al padre che, secondo Stefania, approfittando della propria posizione (è un noto avvocato) avrebbe influenzato la decisione.



Nell´ambasciata italiana di Algeri sono invece rifugiate la piccola Meriem (4 anni) e la madre Michela Silvestri: con loro c´è anche il nonno materno di Meriem, anche lui coinvolto nella vicenda. Il marito di Michela, Ahmed Tayeb Errhaami, algerino, nel marzo dello scorso anno ha portato ad Algeri Meriem, sottraendola alla madre senza alcuna motivazione. Nel luglio dello stesso anno, Michela riesce a raggiungerli. Trascorre quasi un anno in semiprigionia presso la famiglia del marito: le viene impedito di rientrare in Italia e persino di uscire da sola con la figlia. A giugno il patrigno di Michela la raggiunge ad Algeri, e con un vero e proprio blitz riesce a condurla insieme alla figlia presso l´ambasciata italiana. Le autorità algerine hanno inviato una nota di protesta al Ministero degli Esteri italiano, definendo la permanenza di Meriem nell´Ambasciata un vero e proprio sequestro.



Ma ci sono molte altre storie simili a quelle di Erica e Meriem, e i casi più complessi sono proprio quelli che vedono coinvolti figli di genitori appartenenti a realtà culturali diverse. Quando si tratta di un matrimonio tra una donna europea e un uomo di fede islamica, molto spesso non si considera che, nei paesi musulmani, il diritto di famiglia è regolato in forma strettamente patriarcale, non c´è la parità a cui possiamo essere abituati. Per questo, quando il rapporto non funziona più, l´affidamento dei figli diventa quasi sempre un problema che può assumere una portata internazionale.



E voi, cosa ne pensate? Credete che le coppie miste possano funzionare? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.




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