Matrimonio, per la vita? si, no grazie.

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Mentre a San Valentino i venditori di champagne e fiori hanno appena finito di registrare i maggiori incassi dell´anno, una ricerca pubblicata da ACNielsen rivela alcuni sorprendenti punti di vista circa il significato dell´amore e del matrimonio.


“I numeri record di divorzi e l´aumento dei casi di convivenza insieme con la crescente quantità di figli nati fuori dal matrimonio nell´ultimo decennio hanno certamente portato il mondo occidentale a chiedersi se il detto ´finché morte non ci separi´ non sia ormai una tradizione destinata a morire”, ha dichiarato Patrick Dodd, Presidente di ACNielsen Europe.


Ma in occasione della festa che in tutto il mondo celebra il sentimento, il concetto di “amore finché morte non ci separi” pare essere più che in salute secondo gli oltre 25.000 consumatori intervistati in quarantasei Paesi nello scorso mese di dicembre. “In tutto il mondo il 70% delle persone afferma che il matrimonio è per la vita (in questo caso i consumatori statunitensi sono al vertice della classifica con il 78%) e tre su cinque ammettono di considerarlo uno scopo della vita stessa”, ha affermato Dodd.


I risultati della ricerca indicano chiaramente come “il concetto di matrimonio sia oggi dominato dalle convinzioni culturali e religiose di un Paese, con punti di vista opposti tra i consumatori dei Paesi occidentali sviluppati e quelli delle nazioni emergenti dell´Oriente”.


Un altro dato a sorpresa emerge dagli Stati Uniti, dove la convinzione secondo la quale il matrimonio sia rilevante per la società attuale è diffusa più tra gli uomini che tra le donne. I Paesi asiatici più fortemente cattolici e musulmani sono in cima alla classifica di coloro che ritengono il matrimonio “per la vita”.


“Uno dei risultati più interessanti di questo studio è che oltre il 70% di portoghesi, greci e italiani e il 68% di spagnoli affermano che il matrimonio è oggi irrilevante e solo un portoghese e uno spagnolo su tre di coloro che arrivano all´altare, ritiene che sia destinato a durare per sempre” ha affermato Dodd. “In Italia, dove la Chiesa mantiene una forte presenza culturale e dove i divorzi sono inferiori al resto del continente, solo la metà considera il matrimonio come un impegno per la vita.”


Al posto del matrimonio, tre europei su quattro considerano una relazione stabile a lungo termine valida quanto il matrimonio stesso. “In Europa, specialmente nella parte occidentale, per la prima volta nella storia le donne scelgono la carriera al posto del marito come ambizione per la propria vita, preferendo essere indipendenti. E la maggior parte degli uomini di questi Paesi concorda. Sembra esserci un uguale rifiuto del concetto tradizionale di matrimonio in entrambi i sessi”.


Oltre l´80% di spagnoli, belgi, francesi e olandesi equipara una relazione stabile a lungo termine al matrimonio: si tratta della percentuale più elevata a livello globale. I Paesi asiatici e musulmani non sono naturalmente favorevoli a sostituire il matrimonio con relazioni a lungo termine, né lo sono il 50% di statunitensi, russi, sudafricani e ungheresi.


Paesi asiatici musulmani sono quelli che più di tutti gli altri considerano il matrimonio come un obiettivo della vita; all´estremo opposto si trovano i greci che non ritiene il matrimonio uno scopo della propria esistenza e i sudcoreani che afferma che il matrimonio non è fatto per durare tutta la vita.


La ricerca ACNielsen rivela che anche il matrimonio rispecchia i cambiamenti dei tempi: cambia il barometro dell´amore.


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