Mediazione familiare

Società - Famiglia
La famiglia italiana nel 2013

La famiglia italiana nel 2013
Ogni anno, con quasi 300.000 nuovi divorziati e separati, viene scalfita l´immagine tradizionale della famiglia. Rischiano di farne le spese i bambini, spesso contesi tra i genitori separati. La mediazione familiare si rivolge alle coppie che si separano e le aiuta a non intaccare, anche dopo la separazione, il rapporto di bigenitorialità con il bambino.

La mediazione familiare, cos´è e come si svolge

La mediazione familiare, cos´è e come si svolge

Attraverso l´istituto della mediazione familiare si vuole affermare il diritto del bambino a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, seppur divorziati o separati.
Se è più che legittimo, infatti, che una relazione possa concludersi anche per evitare guai peggiori, è però doveroso fare in modo che i figli, soprattutto se minori, non ne subiscano le esclusive conseguenze.
Tra giudici, avvocati e tribunali, assegni familiari e quant´altro è facile, infatti, trascinare nella contesa anche il figlio, mettendone seriamente a rischio il presente e gettando una pesante ombra sulla sua crescita.


Così come non bisognerebbe portarsi il lavoro a casa, è assolutamente sconsigliato finire di portarsi il futuro del bambino in tribunale. Proprio per evitare disagi a questi minori è nata la figura del mediatore familiare.


Un professionista che lavora con le coppie in crisi e le aiuta a gestire un momento critico della loro vita e a trovare un´intesa al di fuori delle aule del tribunale, o meglio preliminare al tribunale.


La mediazione familiare interviene su tutte le criticità che si affrontano nel corso di una separazione. Ad esempio quando si discutono le modalità di affidamento dei figli o si devono fare scelte sul loro futuro, come a quale scuola iscriverlo o quale sport fargli praticare e così via. Ma anche quando si discute della divisione dei beni o delle proprietà immobiliare piuttosto che del mantenimento o degli alimenti, il mediatore, lavorando insieme ai coniugi, li aiuta a trovare soluzioni ragionevoli, a mettere da parte i pur legittimi rancori.


Le statistiche dopotutto parlano chiaro: il divorzio consensuale funziona meglio ed è il primo essenziale passo per ricostruirsi una vita e non distruggere quella dei bambini.
Un percorso di mediazione familiare prevede in genere tre passaggi: la preparazione alla mediazione, la negoziazione dei bisogni e la redazione degli accordi. I bambini non partecipano a nessuna di queste fasi.

Negli incontri della prima fase il mediatore, in posizione neutrale, cerca di superare le tensioni e giunge alla sottoscrizione di un contratto di mediazione, un impegno a intraprendere un percorso costruttivo insieme.
Nella seconda fase si approfondiscono i bisogni reali di ognuna delle parti e si cercano soluzioni condivise.
Se il percorso si conclude positivamente si arriva quindi alla redazione dell´accordo vero e proprio che la coppia potrà utilizzare come relazione per una separazione consensuale.


Chi è il mediatore familiare, capire il momento giusto per contattarlo

Chi è il mediatore familiare, capire il momento giusto per contattarlo

Il mediatore familiare è quindi un operatore competente per comprendere la situazione psicologica della famiglia ovvero dei suoi singoli elementi e tenuto al segreto professionale.
La mediazione non è uno strumento di conciliazione legale né di intervento psicoterapeutico. E´, se vogliamo semplificare, un modo intelligente di prevenire il bisogno di rivolgersi a un medico.
In Italia non esiste una professione vera e propria disciplinata dalla legge ovvero non esiste un ordine professionale con un percorso di studi per l´accesso e una legislazione di riferimento. La mediazione familiare è una delle cosiddette professioni non regolamentate.


Da un punto vista della famiglia, l´unico punto di riferimento legislativo è il codice civile, così come riformato dalla legge 8 febbraio 2006 n. 54 recante disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli.


L’art. 155-sexies c.c. al 2° comma, recita: "Qualora ne ravvisi l´opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l´adozione dei provvedimenti di cui all´articolo 155 per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell´interesse morale e materiale dei figli".


Da un punto di vista dell´operatore, pur non essendoci una legislazione di dettaglio in merito, la figura tipica del mediatore proviene in genere da studi in scienze psicologiche, pedagogia, servizi sociali. Lo Stato deve ancora sciogliere il nodo formale e chiarire a quali "esperti" ci si riferisce nel codice civile.
Molti atenei offrono inoltre master di primo o secondo livello, che durano di solito un anno, insieme a un percorso professionalizzante in strutture pubbliche o private.
Molte regioni si sono attrezzate organizzando corsi di formazione regionale che rilasciano la qualifica di esperto in mediazione familiare. Anche in questo caso è previsto di solito un periodo di stage presso strutture pubbliche o private.


Per scegliere il mediatore giusto ci si può rivolgere alle maggiori associazioni nazionali del settore oppure a istituzioni pubbliche o enti privati che prevedono la figura del mediatore tra i loro esperti.




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