Medicina: arriva la pillola anti-ciclo

Medicina - Sessualità



Sinonimo di femminilità o solo fastidioso appuntamento mensile? Il dibattito è aperto, dopo l’annuncio che entro fine anno la Food and Drug Administration, l’ente americano per i medicinali, darà il via libera al “Seasonable” , il rivoluzionario farmaco capace di ridurre da 13 a 4 i cicli mestruali. Una pillola che funziona come un anticoncezionale a lungo termine, inibendo l’ovulazione, e che potrebbe essere messa in vendita anche in Italia già a partire dai primi mesi del 2004. Ma quante la useranno davvero?



Sicuramente le molte donne che soffrono di cicli dolorosi dovuti a particolari patologie, come l’endometriosi (3 per cento), la cefalea mestruale (7 per cento) o colpite da anemie originate da flussi molto abbondanti. Ma ci faranno un pensierino anche quelle che, per lavoro o per sport, scelgono di avere una vita di movimento più libera. Il grande vantaggio della nuova pillola è di non alterare l’equilibrio ormonale, quindi di non scombussolare troppo il ciclo, ma solo di ridurlo quel tanto che basta. Inoltre, una volta sospesa l’assunzione, sarà possibile ritornare alla situazione normale.



Il lato negativo, invece, è che la somministrazione del “Seasonable” richiede l’assunzione di una grande quantità di pillole: si prendono 84 confetti di seguito, poi si fa una settimana di riposo prendendo sette pillole-placebo neutre, quindi si ricomincia da capo. Non si tratta dell’unico sistema per ridurre i cicli, anche se è il più atteso. Oggi le mestruazioni possono essere annullate anche utilizzando le normali pillole anticoncezionali per tre cicli consecutivi, abolendo la settimana di pausa dopo i canonici 21 giorni si somministrazione. Un’altra tecnica consiste in un impianto sottocutaneo da infilare nell’avambraccio.



Difficile prevedere il successo del “Seasonable”, nonostante il fatto che le donne di oggi, a causa dell’allungamento del periodo di fertilità, hanno più cicli mestruali rispetto al passato: in media 450 nel corso della loro vita. Soprattutto in Italia, paese dove le vendite dei contraccettivi sono inferiori che negli altri paesi europei, e dove resiste una certa cultura della femminilità legata alle mestruazioni. Ma, forse, le giovani generazioni, sempre più dinamiche e meno attente a questi scrupoli morali, potrebbero cambiare idea.



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